Macroscuola: la scuola ideale tra utopia e realtà

Macroscuola: la scuola ideale tra utopia e realtà

Il concorso Macroscuola ha coinvolto più di 3000 studenti italiani nella progettazione della propria scuola ideale. Ecco com'è andata. Ognuno di noi

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Il concorso Macroscuola ha coinvolto più di 3000 studenti italiani nella progettazione della propria scuola ideale. Ecco com’è andata.

Ognuno di noi almeno una volta nella propria vita ha provato ad immaginare come sarebbe stata la sua scuola ideale. Ma che succederebbe se quel progetto partorito dalla nostra fantasia venisse riportato su un foglio di carta?

Bisognerebbe chiederlo agli alunni del 3°E dell’Istituto Comprensivo Eleonora Duse di Bari che hanno vinto il concorso Macroscuola. Ad organizzarlo è stata l’Ance Giovani, l’associazione giovani costruttori, che ha chiesto a oltre 150 classi terze delle medie di disegnare la loro scuola ideale.

Tra i vari progetti che sono stati realizzati ne sono stati selezionati 20 che successivamente sono stati valutati da una giuria composta, oltre che dall’Ance, anche dagli Ordini degli ingegneri e dei geometri, da Invitalia, dalla Fondazione Agnelli e dall’azienda Vastarredo.

A trionfare, come detto, sono stati i ragazzi dell’Eleonora Duse di Bari che così facendo hanno permesso al proprio istituto di aggiudicarsi un arredo completo ed innovativo. Meritano una menzione d’onore anche il 2°F della Vivaldi di Casier, secondo classificato, e il 2°E dell’Istituto Comprensivo Belgioioso di Pavia che occupa il gradino più basso del podio.

Questi ultimi sono stati premiati rispettivamente con una stampante 3D e con una fornitura di quaderni per un anno scolastico intero. Il giusto riconoscimento per tre classi che nei loro progetti hanno scelto coraggiosamente di puntare sulla presenza di spazi verdi ed ecosostenibili.

Un orientamento che è piaciuto particolarmente alla presidentessa dell’Ance Roberta Vitale che, come riporta l’articolo pubblicato da Corriere.it il 3/5/2018, ha affermato che “è questo l’obbiettivo di Macroscuola: stimolare i ragazzi a rendere migliore il mondo in cui vivono quotidianamente”.

E cosa ci sarebbe di meglio che studiare stando a contatto con il verde, con una natura che può solo che stimolare la creatività ed il benessere? Insomma l’Ance ha avuto davvero una bella idea e i ragazzi che hanno partecipato al concorso hanno fatto veramente un buon lavoro. Ora non ci resta altro che sperare che questi progetti non rimangano soltanto sulla carta.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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