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La rivoluzione dei concerti: arriva il FaceID

La rivoluzione dei concerti: arriva il FaceID

Riconoscimento facciale al posto del classico biglietto. È questo il futuro digitale della musica live ai concerti. Un’evoluzione naturale che permett

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Riconoscimento facciale al posto del classico biglietto. È questo il futuro digitale della musica live ai concerti. Un’evoluzione naturale che permetterà di contrastare il bagarinaggio.

Potrebbe essere un cambiamento epocale o rilevarsi un clamoroso flop. Sicuramente però i concerti così come li conosciamo sono destinati a cambiare radicalmente.
Infatti Ticketmaster potrebbe lanciare presto il riconoscimento facciale per tutti gli spettacoli live del proprio circuito, andando a sostituire il biglietto cartaceo con l’autenticazione fisica della persona.

L’evoluzione nasce dalla nuova partnership stretta dalla società con una startup specializzata in FaceID e attiva in ambito militare. Un mezzo secondo scarso per passare i concerti e entrare nell’arena, senza bisogno di documenti o cellulari.
Ricordiamo che nel circuito di Ticketmaster, per capire l’ampiezza di coinvolgimento che ci sarebbe, è inclusa Live Nation, da cui almeno tutti abbiamo comprato una volta nella vita un biglietto.

Questo nuovo progetto è stato mostrato agli investitori dell’azienda, spiegando loro di essere al lavoro per introdurre questo tipo di sistema nei suoi più importanti eventi mondiali.

Le dichiarazioni sulla partnership sono state del resto chiarissime. “Continueremo a investire in nuove tecnologie per differenziare Ticketmaster dagli altri nel mercato della bigliettazione. oggi annunciamo anche una partnership, e un investimento, con Blink Identity che ha sviluppato un’ avanguardistica tecnologia di riconoscimento facciale, che ci consente di associare il biglietto digitale con la propria immagine. E poi, semplicemente, entrare allo show senza mostrare nient’altro”.

Codici a barre? Biglietti nominali? Bagarinaggio? Tutto salterebbe in questo modo, e per l’ultimo aspetto si tratterebbe dell’atto finale in una guerra difficilissima e spesso priva di successi.
Progetti come la scansione del volto sono in sperimentazione anche su altri campi, come all’aeroporto di Amsterdam Schipol o la prospettiva che venga messo in funzione per le Olimpiadi di Tokyo 2020.

Il tema privacy, semmai diventerà operativo, sarà caldissimo, ma per adesso assaporiamo queste idee di un futuro ormai non così lontano.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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