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USA: le sparatorie continuano in Texas

USA: le sparatorie continuano in Texas

Non ha freni l'onda di terrore nelle scuole statunitensi, dieci ragazzi sono stati uccisi in Texas. Non sono bastate le marce contro l'uso delle armi

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Non ha freni l’onda di terrore nelle scuole statunitensi, dieci ragazzi sono stati uccisi in Texas.

Non sono bastate le marce contro l’uso delle armi, le proteste, le notizie sui giornali. Non è bastata l’idea orribile che un ragazzo debba avere paura di andare a scuola perché non sa se tornerà a casa. Non è bastato tutto questo a fermare un diciassettenne, in Texas, che nella mattinata del 18 maggio ha aperto il fuoco sui suoi compagni di scuola.

È la ventiduesima sparatoria dall’inizio dell’anno, te ne avevamo parlato molto. Ma a quanto pare parlarne, anche al di fuori degli Stati Uniti non è bastato. Dimitrios Pagourtzis, ha diciassette anni, è ferito e adesso sta collaborando con le autorità; ma in una mattina di maggio ha deciso di prendere un’arma e di puntarla contro i suoi coetanei, aprendo il fuoco e uccidendone dieci.

Secondo alcuni, analizzando il suo profilo Facebook, sono state trovate delle foto che inneggiavano chiaramente al nazismo e recentemente, la sua foto con una maglietta con scritto “Born To Kill” o “nato per uccidere”. Ed è esattamente quello che ha fatto. Un ragazzo apparentemente tranquillo, dall’altro lato, che gioca nella squadra di Football della scuola e fa parte del gruppo di danza della chiesa ortodossa di Santa Fe, dove vive. Si sta cercando anche un complice perché in giro per la scuola potrebbero esserci degli esplosivi artigianali.

Buffo, come sia successo proprio nel Texas. Quello stato americano dove si tiene la conferenza annuale della National Rifle Association, che lotta per il diritto di ogni americano di possedere un’arma. Buffo come quel ragazzo di diciassette anni abbia deciso di imbracciare proprio un Rifle, o fucile, e sparare ai compagni di scuola.

Il presidente degli Stati Uniti è intervenuto su Twitter, ribadendo che sotto la sua amministrazione le cose devono cambiare. Ma non si è parlato di armi, no. Si è parlato della sicurezza nelle scuole, lasciando irrisolto il più grande dei problemi.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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