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Good food bag e doggy bag: l’Italia si sta muovendo contro lo spreco del cibo

Good food bag e doggy bag: l’Italia si sta muovendo contro lo spreco del cibo

Due soluzioni, a mensa ed al ristorante, per non sprecare: #Faccecaso. Nel 2016 lo spreco di cibo consisteva annualmente in circa 63 kg a persona e 4

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Due soluzioni, a mensa ed al ristorante, per non sprecare: #Faccecaso.

Nel 2016 lo spreco di cibo consisteva annualmente in circa 63 kg a persona e 430 a famiglia, è stata necessaria una legge promulgata dallo stato per far sì che lo spreco diminuisse: stiamo parlando della legge Gadda che prevede sgravi fiscali e agevolazioni burocratiche a favore di chi dona il cibo ai più bisognosi.

Ma i numeri più spaventosi sono quelli delle mense: ogni giorno vengono sprecati in media 90 gr di cibo per ogni ragazzo per una totalità di 1/3 del pasto gettato composto principalmente dal primo piatto e nella frutta (il secondo piatto è quello più apprezzato dai bambini). Fate i vostri conti sapendo che circa 1/9 della popolazione mondiale non ha abbastanza cibo a disposizione e che un bambino su sei nei paesi in via di sviluppo è sottopeso.

Insomma sembra proprio che ci sia bisogno di prendere qualche provvedimento:
Nelle mense aziendali e scolastiche anche i giovanissimi saranno sensibilizzati a non sprecare grazie ad un progetto promosso da Legambiente che fornirà delle comode buste in plastica lavabile, riciclabile, riutilizzabile e chiudibile per portare a casa pane, prodotti da forno, frutta non sbucciata, merendine e budini, ma anche cibi già cucinati e ancora chiusi nelle vaschette. Un’iniziativa molto utile della quale è protagonista il sacchetto Good Food Bag al quale possiamo attribuire il maggior numero di aggettivi in -ibile.

Nei ristoranti americani o francesi è molto radicato l’uso della doggy bag ma in Italia solo il 20% delle persone ne chiedono una per un limite culturale: portarsi a casa il cibo avanzato potrebbe essere simbolo di indigenza. La provincia di Trento ha lanciato tre anni fa l’iniziativa “Ri-gustami a casa”, dove non ci sarà nessun (inutile) imbarazzo per i clienti ai quali sarà offerto direttamente dai ristoratori una vaschetta in comoda carta riciclabile. Big up per il Trento e per Legambiente, sperando che qualcosa di simile avvenga anche in altre città.

#FacceCaso

Di Claudia Biasci

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