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La dura vita di chi fa Scienze Infermieristiche 

La dura vita di chi fa Scienze Infermieristiche 

Quattro chiacchiere con due studentesse che hanno punti di vista completamente differenti. #FacceCaso. C'è chi fa Scienze Infermieristiche per passio

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Quattro chiacchiere con due studentesse che hanno punti di vista completamente differenti. #FacceCaso.

C’è chi fa Scienze Infermieristiche per passione, c’è chi lo fa perché non è entrato a medicina, c’è chi lo fa perché ha le idee confuse sul proprio futuro. Mi sono fatta una chiacchierata con due studentesse che hanno punti di vista completamente differenti al riguardo e per poter esprimere il proprio parere senza filtri, hanno preferito mantenere l’anonimato.

  • Da dove nasce la tua passione per Scienze Infermieristiche? Raccontami come ha avuto inizio la tua esperienza universitaria.

    F. V. La mia passione per scienze infermieristiche è nata dalla voglia di fare qualcosa per gli altri. Ho iniziato con il fare volontariato per un’associazione di disabili e il confronto con essi mi ha lasciato qualcosa dentro, questo mi ha portato a scegliere questa facoltà.

    L. L. La mia è stata una scelta veniale. Ti sembrerò cinica ma l’ho fatto per i soldi e per la divisa, così la mattina non dovrò pensare a cosa indossare. L’ho fatto perché le mie altre opzioni non erano fattibili.

  • Quali sono le difficoltà che uno studente di Scienze Infermieristiche deve affrontare a differenza degli altri studenti universitari? Ti consideri una studente lavoratrice?

    F. V. A parere mio una difficoltà che gli studenti di infermieristica devono affrontare è quella di mettere in pratica la teoria, che è completamente differente. No non mi considero una lavoratrice.

    L. L. Quando ha fatto questa scelta non pensavo di dover lavorare anche di notte. Non pensavo che si trattasse di una professione con tremila responsabilità. Per noi la vita universitaria è molto più complessa rispetto agli altri, tra esami, lezioni e tirocinio non ci rimane tempo per fare altro.

  • Com’è stato il primo impatto con il tirocinio? Qual è il rapporto che hai instaurato con i pazienti? Si fidato di te anche se stai ancora studiando?

    F. V. Con i pazienti bisogna essere gentili e cercare rispondere con fermezza alle domande che ti vengono poste da parte loro, solo così riusciranno a fidarsi di uno studente.

    L. L. Io pensavo che sarei solo dovuta stare a contatto con le persone e somministrargli medicine. Non sapevo che avrei avuto tutte queste responsabilità e che in tre anni avrei dovuto acquisire un linguaggio clinico che i medici acquisiscono in sei anni. Il tirocinio è pesante ma il mio lavoro lo faccio bene. Penso si fidino di me, anche perché sono più grande delle mie colleghe.

  • Cambieresti qualcosa del tuo percorso di studi? Pensi che sia organizzato in maniera adeguata? Soprattutto, lo consiglieresti?

F. V. No non lo consiglierei a chiunque. E no, non credo sia organizzato in maniera adeguata il percorso di studi.

L. L. Fatelo solo se vi piace e se la fatica non vi spaventa. I ritmi sono stressanti e non siamo messi nelle condizioni di riuscire a fare tutto, a mio avviso dovrebbero alleggerire il percorso formativo.

  • Pensi che dopo la triennale proseguirai con gli studi? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

F. V. Credo che dopo la triennale farò dei master.

L. L. Per adesso la mia priorità è riuscire a laurerarmi. In futuro si vedrà.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani 

 

 

 

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