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Giovani e politica, è una questione di social

Giovani e politica, è una questione di social

Sembra un elemento ininfluente, ma nel nostro modo di utilizzo dei social passa in parte il posizionamento in politica, giovani inclusi. Vediamo perch

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Sembra un elemento ininfluente, ma nel nostro modo di utilizzo dei social passa in parte il posizionamento in politica, giovani inclusi. Vediamo perché.

La politica oggi si fa principalmente sui social network, in modo massimo. Pagine, profili, account, dirette, foto, discussioni, commenti, tutto ciò che ruota intorno Instagram, Facebook e Twitter ha connotati politici. Quasi si potrebbe dire che sono tali piattaforme a tenere attivo l’interesse verso questo universo spesso sentito lontano dai cittadini.
Ma lo sfruttamento di questi social è uniforme? I giovani cosa preferiscono? C’è un social “di parte” Tante domande si possono porre a riguardo, alcune con risposte e altre senza.

È importante però dire che in definitiva sembra essersi canalizzato una tipologia di elettore/militante su Facebook e un’altra su Twitter, anche a seconda dell’età.
Partiamo dalle macroaree: la piattaforma di Mark Zuckerberg sembra essere indirizzata a un grandissimo seguito populista, quindi in particolar modo da grillini e leghisti che imperversano su ogni spazio disponibile grazie anche a precise strategie comunicative di tali partiti. Allo stesso modo potremmo identificarlo per gli altri partiti “sociali” come Potere al Popolo, Casapound e Fratelli d’Italia.

Su Twitter invece si dilettano maggiormente esperti di comunicazione, intellettuali, giornalisti e i partiti maggiormente moderati (che comunque usano molto anche Facebook), che maggiormente interagiscono come contenuti degli avversari attualmente al governo.
Quest’ultimo è del resto uno spazio di nicchia, non certo un social di massa come il primo.
Facebook è, nella sua stessa natura e accezione, marcatamente populista. Non è un caso che i toni su di esso non siano sempre pacifici e dialogatori, ma finiscono, in maniera bipartisan, in caciara. In tale ottica non può sorprendere che i giovani su Facebook più in vista siano i sostenitori di M5S e Lega, dove l’interazione tra utenti crea una rete più estesa.

Invece solitamente, chi sia under 30 e simpatizzante della controparte, in percentuali minori inonda la propria bacheca di contenuti e difficilmente ne crea un fiume collegato. Ci si tiene semplicemente più in disparte.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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