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Sciopero docenti per la sessione estiva: a rimetterci siamo sempre noi

Sciopero docenti per la sessione estiva: a rimetterci siamo sempre noi

Ma il diritto all'istruzione universitaria? Deve essere assicurato agli studenti per non avere ritardi e problemi con gli esami.  #FacceCaso. Come sa

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Ma il diritto all’istruzione universitaria? Deve essere assicurato agli studenti per non avere ritardi e problemi con gli esami.  #FacceCaso.

Come saprai già, a breve ci sarà un nuovo sciopero di docenti universitari per la sessione estiva dell’anno accademico 2017-2018, cioè nel periodo compreso tra il 1 giugno e il 31 luglio 2018.

Lo sciopero si farà a patto che siano previsti cinque appelli o meno di cinque nel corso dell’anno accademico di riferimento.

Chi aderirà allo sciopero dovrà chiedere alle strutture un appello straordinario da tenere non prima del quattordicesimo giorno successivo alla data prescelta per l’effettuazione dello sciopero.

Ma il diritto all’istruzione universitaria? Deve essere assicurato agli studenti per non avere ritardi e problemi con gli esami.

Con queste modalità, lo sciopero rischia di avere un impatto grave sugli studenti, soprattutto perché potrebbe compromettere il raggiungimento dei crediti necessari per accedere al bando delle borse di studio ed ai benefici di welfare studentesco”. Fa sapere Andrea Torti, coordinatore nazionale di Link Coordinamento Universitario.

Pensiamo inoltre che la possibilità di sciopero è un diritto da tutelare, ma non vogliamo che le modalità scelte vadano a frantumare ancor di più una comunità accademica già pesantemente attaccata e divisa dalle politiche degli ultimi governi. Occorre lottare per un’Università pubblica, di qualità, aperta a tutti, adeguatamente finanziata, ma è necessario farlo tutti insieme: studenti, dottorandi, ricercatori precari e strutturati, docenti e personale tecnico-amministrativo, con una mobilitazione che non produca divisioni ma ci unisca sulla base di rivendicazioni comuni”.

“Chiediamo quindi di dare seguito immediatamente alla nostra richiesta approvata all’unanimità nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari del 17 aprile, di avviare un tavolo di interlocuzione tra MIUR, CNSU, ANDISU e Conferenza Stato Regioni al fine di individuare gli strumenti idonei ad evitare che gli studenti possano essere penalizzati nell’accesso al diritto allo studio, ad esempio, per l’accesso alle borse di studio, consentendo la presentazione della domanda con riserva, in attesa del conseguimento dei requisiti di merito in deroga alla scadenza del 10 agosto, contemplando un appello in più nella sessione autunnale.”

Ovviamente il problema non sono solo i salari dei docenti, ma anche degli investimenti per l’università.

A questo punto si pretendono borse di studio per gli studenti e nuove assunzioni per i giovani che aspirano a raggiungere la cattedra.

Cosa cambia con lo sciopero autunnale?

Le modalità resteranno le stesse. Durante la sessione di esami i docenti potranno astenersi solo per la prima data d’esame per tutti gli appelli previsti in quel giorno. I professori saranno presenti alle sedute di laurea e potranno essere istituiti appelli ad hoc per laureandi e altre categorie.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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