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Global Action, la diplomazia alla portata delle scuole

Global Action, la diplomazia alla portata delle scuole

Abbiamo incontrato Nicoò Fontana, che da circa un anno lavora a un progetto giovane e frizzante, chiamato Global Action. Vediamo cosa ci ha racconta

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Abbiamo incontrato Nicoò Fontana, che da circa un anno lavora a un progetto giovane e frizzante, chiamato Global Action. Vediamo cosa ci ha raccontato.

•Ciao Nicolò! Spiegaci com’è nato e in cosa consiste Global Action.

“Global Action” è un’organizzazione no profit che nasce il 7 ottobre 2016 a Roma, quindi davvero da poco, grazie all’iniziativa di un gruppo di quattro professionisti appassionati del mondo delle relazioni internazionali. Oltre al gruppo dei fondatori è presente un board scientifico, composto da importanti esperti italiani di diversi settori, che partecipano attivamente a conferenze, convegni ed eventi organizzati dall’associazione.
La nostra mission è quella di creare un mondo in cui non siano solo le scuole e le famiglie ad occuparsi dell’aspetto educativo dei nostri giovani, ma nel quale sia la società civile operante in associazioni private come la nostra a costruire il senso civico globale, a partire dai più piccoli. Infatti ciò lo attuiamo con una fitta rete di relazioni con diplomatici (ben 50 ambasciate) e istituzioni italiane che facciamo interagire con il mondo della scuola.

•Di cosa vi siete occupati con il progetto Diplomacy Education? Che esperienza hai avuto?

Allora in ambito del progetto Diplomacy Education organizzato dall’ associazione no profit Global Action abbiamo partecipato alle 5 giornate al World Food Program di simulazione internazionale di questo progetto, ho personalmente presieduto la commissione UNHCR, l’alta commissione per i rifugiati. Abbiamo discusso della situazione dei rohingya, tribù perseguitata in Myanmar, ex Birmania. Ho discusso inoltre della situazione dei migranti per il cosiddetto Mare Nostrum.

È stata un’esperienza molto formativa perché ho avuto anche la possibilità di confrontarmi con degli studenti più giovani in quanto questo progetto è aperto alle classi dei licei romani.

Ecco, al di là di arricchirmi ho avuto la possibilità di entrare all’interno del WFP, un’agenzia dell’ONU in cui mi piacerebbe un giorno lavorare, visto i loro progetti, idee e programmi per eliminare la fame nel mondo, che è appunto la base ideologica del World Food Program. Ovviamente oltre ciò nell’operatività c’è anche l’agenda 2015-2030 delle Nazioni Unite, degli SDG, sustainable development goals, in cui appunto si prospetta l’eliminazione della povertà, che è il primo SDG. Il secondo è “Zero Hunger”, operabile attraverso programmi di aiuti umanitari e alimentari ovviamente.

•Che cosa vorresti fare da grande?

Mi piacerebbe lavorare per un’agenzia dell’Onu, che sia World Food Program, FAO, UNDP, UN Environment, tutte comunque agenzie legate al miglioramento della condizione della nostra terra. Sarebbe una bella opportunità, ne conosco le difficoltà di accesso, ma comunque studiando penso di poter dire che questa strada non mi sarebbe senza dubbio preclusa. È una speranza che ho.

•Come si accede a tali percorsi?

Ci sono differenti modi per accedere, anche se di base è un po’ difficile. Però ci sono i programmi di volontariato sponsorizzati dalle agenzie ONU, si manda la domanda e devi avere dei titoli di studio ovviamente, anche se per determinate categorie puoi anche non averne. Si invia la domanda come lettera motivazionale, spiegando cosa ti spinge a fare il programma di volontariato e da lì puoi partire e avere la possibilità di entrare in una specifica area operativa. Altrimenti c’è il Junior program, che prevede una sorta di esame in cui rispondere a domande a risposta multipla e fare un abstract su una tematica proposta da loro. infine c’è la possibilità anche tramite la carriera diplomatica come rappresentante permanente presso l’agenzia dell’ONU.

•Cos’altro ti ha colpito del WFP?

Un’altra iniziativa che mi ha colpito è un’app chiamata Share the meal. Tramite questa applicazione si può prevedere una donazione di una somma di denaro che si concretizza in aiuti di cibo che vanno dai 0,40 a 2,80 euro sia mensili che annuali. Iniziativa molto importante a mio avviso in un momento del genere come l’era della digitalizzazione, così che ognuno possa dare il suo contributo per eliminare la fame nel mondo.

Tengo molto poi al progetto promosso dall’ agenzia UN Environment che si propone l’eliminazione della plastica dalla Terra.

Rappresenta una grande parte di inquinamento ed emissioni CO2 come smaltimento dei rifiuti. L’Unione europea ha da poco approvato un regolamento in merito ai materiali plastica. Secondo il motto dell’Agenzia delle Nazioni Unite del resto “Se non puoi riusarlo allora riciclalo”. Questa rappresenta anche un’altra idea che mi interessa particolarmente perché siamo soggetti a cambiamenti climatici e altre conseguenze del nostro modo di vivere che stanno piano piano rovinando il pianeta.

Grazie mille per la tua testimonianza, buon lavoro a te e Global Action!

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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