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Torino, bididibodidibu e la laurea in psicologia non c’è più

Torino, bididibodidibu e la laurea in psicologia non c’è più

L'Università di Torino ha appena annunciato che a partire dal prossimo settembre il corso di laurea triennale in Psicologia non sarà più attivo. Vedia

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L’Università di Torino ha appena annunciato che a partire dal prossimo settembre il corso di laurea triennale in Psicologia non sarà più attivo. Vediamo perché.

Basta, chiuso, caput, ciao. L’Università di Torino ha appena preso una decisione clamorosa riguardo il proprio corso di laurea in psicologia; a partire dal prossimo settembre, infatti, il corso triennale di Scienze e Tecniche Psicologiche non si terrà più, con buona pace degli aspiranti psicologi.

La scelta, che è stata fatta dal Consiglio di Dipartimento, si è resa necessaria dopo che lo scorso 6 giugno il TAR ha dichiarato illegittimo il filtro d’ingresso. Un filtro d’ingresso che per l’ateneo piemontese era quasi vitale visto il numero elevato di domande di iscrizione che riceve ogni anno.

L’Università di Torino, infatti, immatricola annualmente circa 400 studenti tra gli oltre 2.000 che si contendono i posti disponibili. Dunque rinunciare al numero chiuso vorrebbe dire farsi carico di una quantità di studenti troppo elevata, per non dire insostenibile visto il sovraffollamento delle aule.

Ma possibile che non ci sia un’altra soluzione? Possibile che l’ateneo torinese debba rinunciare per sempre ad uno dei corsi di laurea in psicologia più antichi d’Italia? Finché non verranno messi a disposizione dell’Università di Torino nuovi finanziamenti la risposta a questa domanda sarà sì.

Ma il rettore Gianmaria Ajani non ci sta e, come emerge dall’articolo di corriere.it a firma di Antonella De Gregorio, invoca l’intervento del governo: “Ci aspettiamo un intervento del governo dal momento che la revisione del numero chiuso nei diversi corsi di laurea è uno degli obbiettivi del Contratto M5S-Lega”.

Nel mentre, però, l’ateneo piemontese si ritrova con un corso di laurea in meno. E non è la prima volta visto che già in passato aveva dovuto rinunciare a diversi numeri chiusi per motivi simili. Insomma, è ora che qualcuno faccia qualcosa affinché da numero chiuso a corso chiuso il passo non sia più così breve.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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