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L’appello dei liceali per i migranti, un po’ di strumentalizzazione?

L’appello dei liceali per i migranti, un po’ di strumentalizzazione?

L’amaca di Michele Serra di ieri ha raccontato come un gruppo di liceali di una scuola di Faenza abbia allegato alla prima prova una lettera per il pr

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L’amaca di Michele Serra di ieri ha raccontato come un gruppo di liceali di una scuola di Faenza abbia allegato alla prima prova una lettera per il presidente della Repubblica. Adesso bisogna chiamare in causa anche gli studenti?

“Io sottoscritto, in riferimento alla situazione delle persone migranti, pretendo il rispetto dell’articolo 2 della Costituzione, che recita: la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Chiedo che questo mio messaggio sia recapitato al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro degli Interni e al ministro dell’Istruzione”.

È stato un gruppo di liceali, della scuola a indirizzo classico di Faenza, a sottoscrivere tale lettera, un breve appello inserito nella prima prova appena svolta. Il riferimento è chiaramente alla traccia sull’articolo 3 della Costituzione. Un tema discusso, sia dentro che fuori le scuole.
E questa notizia ne è la dimostrazione. È pure la dimostrazione di come un’iniziativa venuta dal cuore di alcuni studenti, diciottenni che stanno seguendo vicende complesse con i mezzi a loro disposizione, venga presa e sfruttata da chi sta cercando di assumere posizione contraria.

È ovvio che in democrazia sia lecito e doveroso che per ogni azione ci sia una critica e un’opposizione forte e pronta a rispondere. Eppure, credo che le parole di un gruppo di maturandi, rivolte direttamente al Capo dello Stato, non dovrebbero essere sfruttate per alimentare ancora di più la polemica verso Salvini e il governo.

Prima di tutto i fatti politici sono ben più complessi di quanto si voglia etichettarli, e i veri esperti di politica (non i giornalisti faziosi) sanno che non si può ridurre la discussione a razzismo, disumanità e neonazismo.

Però in poche ore questa è stata un’ottima opportunità per certa stampa di trasformare i ragazzi in nuovi paladini dei diritti sociali, nella nuova arma per un mondo puro e senza il cattivo ministro dell’Interno. C’ha pensato Michele Serra, che con la sua “Amaca” di ieri ha aggiunto: “L’Amaca potrebbe già finire qui, appaltata a pochi diciottenni di pensiero limpido. […] Quello che si pensa e si dice, quando la Storia ci mette in minoranza, non è meno importante. È più importante”.

Qui prodest? Dov’è il vantaggio di mettere in prima linea un gruppo di studenti? A questa battaglia? Ai liceali, che potrebbero venire bersagliati da opinione pubblica e chi di opinione contraria senza che l’avessero richiesto? Si dimentica sempre che gli studenti andrebbero lasciati fuori da certe discussioni, per il semplice fatto che poi a difenderli non ci pensa nessuno.
Il vantaggio è forse della stessa stampa che può sfruttare per bene una notizia già confezionata? Però vediamo un giornalista, che un giorno definisce il bullismo un problema delle classi meno abbienti, (la sua Amaca qua sotto) e un altro giorno erge studenti a difensoro degli ultimi.


Sì. Che si porti avanti la discussione, che ognuno possa esprimere il proprio pensiero. Ma almeno le azioni di un gruppo di maturandi, quelle lasciatele fuori dall’arena politica.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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