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Immaturi 3: università..

Immaturi 3: università..

Annoiati dalla vecchiaia, tornano tra i banchi dell'università e ottengono brillanti risultati. Ecco le loro testimonianze. #FacceCaso. Assomiglia mo

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Annoiati dalla vecchiaia, tornano tra i banchi dell’università e ottengono brillanti risultati. Ecco le loro testimonianze. #FacceCaso.

Assomiglia molto alla storia del celebre film Immaturi, con i personaggi che ad anni di distanza dalla loro maturità, sono costretti a tornare tra i banchi di scuola. Stavolta però ci sono alcune differenze. Prima cosa, in questo caso si tratta di università. In secundis, qua non c’è alcun errore o demerito di alcun tipo, ma solo tanta voglia di continuare a imparare.

Gia, quando si dice “non si finisce mai di imparare”; in questo caso, mai frase fu più azzeccata.
Si, perché i protagonisti della nostra storia, anche a carriera già finita, non si rassegnano alla noiosa e ripetitiva vecchiaia, ma tornano a studiare come dei veri e propri ragazzi.

Non è solo la pensione la ragione che li ha spinti a tornare studenti, ma anche un amore per il sapere che possiamo dire con certezza non avere età. Chi all’università ci è tornato, chi ci entra per la prima volta.

Il giornale “Il Piccolo” ha intervistato alcuni di loro, sentiamo cosa hanno da raccontarci.
Bruna Mikleus, 62 anni, ha passato una vita nel mondo del marketing e pubbliche relazioni. Dopo aver lavorato nelle assicurazioni Generali e poi nell’azienda di mobili del marito, come impiegare il tempo? Iscrivendosi a Scienze delle Comunicazioni.

“È stata una sfida -afferma-. Quando ero giovane avrei voluto iscrivermi a giurisprudenza, ma le scelte all’epoca erano ben diverse. È andato tutto liscio, sono una studentessa regolare, anche se all’inizio ammetto che sia stato un po’ difficile. Il ricordo più bello? L’ambiente giovanile in cui mi sono ritrovata, è stata una scoperta incredibile.”

Della stessa opinione anche Ferdinando Di Dato, laureato in passato in Scienze Politiche e ora alla magistrale in Scienze del Governo e delle politiche pubbliche: “Ho finito di lavorare nel 2011, poi mi sono iscritto all’università. Mi è rimasta la voglia di scoprire, sapere, e soprattutto non avevo alcuna intenzione di rimanere a casa. Stavo con i ragazzi e facevo tutto quello che facevano loro: andare in mensa, prendere il treno, ogni mattina molto presto, rientrando alle 18. Già mi manca questo mio secondo giro di università.”

Stesso curriculum universitario scelto da Benito Donini, 75 anni, piemontese, che oggi nonostante la pensione fa il revisore contabile per le pubbliche amministrazioni. “Mio figlio studiava fisica a Trieste; volevo vedere come funzionava, e devo dire che lo faceva molto bene. Io e mia moglie dunque siamo andati nell’appartamento usato da nostro figlio all’università, anche se poi mia moglie è mancata, quindi è stata anche un’esperienza terapeutica. È strato un percorso straordinario, ogni mattina andavo all’università, anche lavorando in gruppo. I ragazzi mi hanno adottato come “nonno”, anche se loro mi definivano “collega”.

La curiosità per gli studi del figlio sono diventati la scusa anche di Danilo Spazzapan, ex medico che ha portato a termine la triennale in Economia, commercio internazionale e mercati finanziari. Recentemente, come ciliegina sulla torta, ha conseguito anche un master in analisi tecnica dei mercati finanziari. “Ho avuto a che fare con conti, bilanci, budget -afferma- e adesso che sono in pensione ho approfondito per mio interesse questo ambiti per capire bene molti aspetti dell’economia”.

Con questo grande bagaglio culturale “ora faccio l’analista dei mercati finanziari per me stesso, con scopi di investimento e trading.”

Storie belle, simpatiche, ma soprattutto pedagogiche: ancora una volta, per dimostrare che il sapere non ha età.

#FacceCaso.

Di Emanuele Caviglia

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