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Germania, Jobroller e l’offerta di lavoro anti-social

Germania, Jobroller e l’offerta di lavoro anti-social

Il presidente della Jobroller ha ideato un modello di organizzazione del lavoro che potrebbe non piacere agli amanti dei social network. Quante volte

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Il presidente della Jobroller ha ideato un modello di organizzazione del lavoro che potrebbe non piacere agli amanti dei social network.

Quante volte vi sarà capitato di lavorare per ore ed ore di seguito per magari portare a casa solamente qualche spicciolo? E quante volte avete sperato che inventassero un modo per guadagnare senza faticare troppo? Beh, forse qualcuno ha finalmente ascoltato le vostre preghiere.

Un qualcuno che ha un nome ben preciso: Jobroller. Si tratta di un’agenzia di collocamento che ha sede nei pressi di Monaco di Baviera e il cui presidente, un certo Guenter Dillig, ha ideato un modello di organizzazione del lavoro assolutamente innovativo.

In altre parole Dillig ha deciso di ridurre di 2 ore (da 8 a 6) la giornata lavorativa dei suoi dipendenti senza modificarne gli stipendi. Ad una condizione però: niente pausa pranzo (solo il tempo di uno spuntino veloce) e soprattutto niente social network durante l’orario di lavoro.

Un “paletto” che per una generazione nativo-digitale come la nostra potrebbe risultare indigesto ma d’altronde se si vuole lavorare di meno qualche sacrificio bisogna pur farlo. La domanda è: siamo veramente pronti a fare questo sacrificio?

Il rischio, specialmente per coloro che sono abituati a vivere con il proprio cellulare francobollato alla mano, potrebbe essere quello di una sorta di “crisi d’astinenza”. D’altra parte, però, è anche vero che questa per alcuni di noi sarebbe un’occasione unica per distaccarsi un po’ dalla vita virtuale e vivere un tantino di più quella reale.

Insomma, l’idea del presidente della Jobroller potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio ma allo stesso tempo è anche un esperimento che può aiutarci a capire se le persone sono ancora disposte a fare a meno della tecnologia. E voi cosa fareste, accettereste l’offerta del buon Guenter Dillig? O preferite aprire un altro pacco?

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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