Stoccolma: una bella ragazza ma senza quel certo “non so che”…

Stoccolma: una bella ragazza ma senza quel certo “non so che”…

Immaginate quando conoscete una donna con tutto in regola, a cui non manca davvero niente: viso, capelli, fisico e tutto il resto impeccabili. #FacceC

L’Etichetta Prude: due anni di scoperte
L’Anief si scaglia contro Renzi: “Sbagliare è umano, perseverare non è ammesso
La Compagnia Sinistra: quattro chiacchiere con Davide Rota

Immaginate quando conoscete una donna con tutto in regola, a cui non manca davvero niente: viso, capelli, fisico e tutto il resto impeccabili. #FacceCaso.

Dentro di te dici “perché non provarci con questa?” Ancora più dentro di te però la sai, la risposta. “A questa le manca qualcosa.” Qualcosa che non puoi toccare, né vedere, ma solo percepire. E’ difficile da capire, perché in questa benedetta ragazza non c’è assolutamente niente che non vada. E forse, è proprio per questo che non ti convince fino in fondo. Perché se non ha difetti, non ha nemmeno quel guizzo di imprevedibilità, quel tocco di magia, che ti conquista definitivamente.

“Piacere, io sono Stoccolma.”

Ecco, è lei!

Se volete conoscere davvero Stoccolma, prima dovete conoscere i suoi figli, gli svedesi.

Un modo, uno solo, c’è. La gita in battello.

Della durata di circa 3 ore, si girano i dintorni della capitale svedese, che può contare di -udite udite- 24.000 isolotti. Ma che c’entra, di preciso, un giro in battello con gli abitanti di Stoccolma?

A mio modo di pensare, un popolo si giudica anche da come trascorre il suo tempo libero, le vacanze.

E così, se il romano medio va in vacanza a Ostia, Fregene, Sabaudia, Circeo o quello che volete, a sua volta lo svedese medio ha la sua casetta sull’arcipelago con vista mare.

Il suo concetto di vacanza non ha nulla a che fare col nostro, perché riposa in un oasi di tranquillità surreale, in un posto quasi “fuori dal mondo” .

 

 

Mi viene da pensare che, anche se non propriamente chiuso, è un paesaggio non adatto a persone claustrofobiche, perché gli spazi di ciascuno di questi isolotti sono davvero ridotti. L’unica attività da praticare probabilmente è la pesca, perché di fare il bagno, anche a detta degli abitanti stessi, non se ne parla proprio.

E già questo, secondo me, dice molto sulla mentalità svedese.

Esperienza estremamente consigliata.

Dopo aver conosciuto i suoi figli, ora siete pronti per capire molte più cose di lei.

Girando per la città, vi renderete conto che aleggia un estremo senso dell’educazione, pulizia e rispetto per la collettività: parchi trattati in maniera impeccabile, neanche una cartaccia buttata per terra, non un riga fuori posto. Stoccolma non lascia nulla al caso. Passeggiando qua e là, addirittura, vedo qualcosa che intacca il mio tronfio orgoglio romano: una specie di fontanella che però non ha niente a che fare col nostro “nasone” , è una costruzione artificiale con una sorta di rubinetti da cui fuori esce l’acqua. Mi dà un’idea di efficienza ma anche impeccabilità contemporaneamente; capite ora quando parlavo di una ragazza perfetta e senza difetti, ma priva di quel guizzo di imprevedibilità?

Il centro storico di Stoccolma è Gamla Stan (sul momento forse vi verrà in mente anche il famoso “Gagnam Style” , ma questa è un’altra storia), la parte vecchia della capitale svedese. In antichità, l’unica zona abitata. La imboccate con un lungo viale che ai più romantici farà pensare a una Via del Corso stoccolmese, ma piena di negozi e ristoranti molto turistici. Per il resto, però, è un quartiere molto tipico, con la piazza Stortorget, uno dei suoi fiori all’occhiello, con case particolari e il suo Nobel Museum.

 

 

 

Altra zona rilevante di Stoccolma è Sodermalm, quartiere abbastanza centrale ma pieno di “lavori in corso”, con diversi cantieri presenti. Stoccolma non va mai in vacanza. Se passate da quelle parti, non potete mancare per nulla al mondo il museo della fotografia (Fotografiska Museum, ex dogana), dove sono esposti capolavori fotografici di ogni genere -dal nudo alla natura selvaggia- assolutamente imperdibili.

 

 

Più in là è una zona molto “trendy”, la San Lorenzo di Stoccolma. Se volete svagarvi per un pomeriggio o una serata, è quello che fa per voi.

Per quanto riguarda l’aspetto culinario, la capitale svedese è un’arma a doppio taglio: potete capitare nel ristorante tipico con cibo di alto livello, oppure cadere in qualche trappola locale da cui uscirete insoddisfatti. A proposito della qualità del cibo, preparatevi a carne e pesce a volontà.

Infine, aspetto da non tenere affatto in secondo piano, è quello economico. Non è solo una diceria, Stoccolma è una città cara. E, sempre al ristorante, ve ne renderete conto. A proposito di conto, sappiate che per qualsiasi tipo di pagamento vi faranno pagare solo con carta di credito, non accettano contanti. Alla faccia dell’evasione fiscale!

Ma la cosa più evidente, di cui ci si accorge anche a primo impatto, è che Stoccolma è una città ricca. Un elemento su tutti? Le macchine. Non ci ho mai capito niente, ma nella mia vita mai ho visto una serie di macchine così di alto livello. E non ce ne è una, ma nemmeno una, che possa essere definita simpaticamente “sgangherata”.

 

 

 

Anche un’altra cosa, senza ombra di dubbio, va ammessa. Un problema che da anni affligge il nostro paese, lì è completamente inesistente. Signori miei, lì i giovani lavorano. E quanti ne ho visti, di ragazzi poco più grandi di me con completo e la classica valigetta in mano.

Non c’è niente da fare, Stoccolma è una città a misura di giovani.

Se pensate di andare via dall’Italia, prendetela seriamente in considerazione.

Detto ciò, però, nonostante i suoi tramonti da fotografia, i languidi affacci sul mare, i lucenti capelli biondi delle sue abitanti, alla nostra Stoccolma manca sempre quel “quid” , quel certo“non so che” , che la potrebbe rendere una città a tutti gli effetti indimenticabile.

Se con certe caratteristiche ci nasci o sei in grado di acquisirle, non saprei stabilirlo.

Il punto è che, cara Stoccolma, tu sei troppo perfetta per me, troppo lineare.

Per ultimo però devi sapere che a fare belle le persone, talvolta, sono proprio i loro difetti.

Grazie di tutto.

#FacceCaso.

Di Emanuele Caviglia 

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0