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Scuola, abbiamo un problema

Scuola, abbiamo un problema

C’è un problema di cattedre non da poco nel nostro sistema scolastico, e non sembra semplice risolverlo. Sei cattedre su dieci rimangono vuote e i sup



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C’è un problema di cattedre non da poco nel nostro sistema scolastico, e non sembra semplice risolverlo. Sei cattedre su dieci rimangono vuote e i supplenti sono in aumento.

Che la scuola italiana possa avere qualche problema è più che assodato, che la situazione così allarmante…serve riflettere.
Dopo anni che si è sentito parlare del numero enorme di docenti precari per mancanza di posti, adesso il paradosso vuole che i posti ci siano, ma non i docenti da assumere. Si è creato un vuoto. Il reclutamento ha dei problemi, e dove il Miur ha chiesto 57.322 nuove assunzioni, solo il 43,8% sono realmente entrate in ruolo.

C’è un problema serio nel reclutamento di insegnanti e professori, lì dove viene meno l’abilitazione tramite concorso, mancante dal 2016. I numeri fanno paura un po’ ovunque. Questi sono il 43,8% complessivo di assunti, ma alle medie i numeri sono peggiori, con 5.710 nomine su 20.999 posti disponibili, il 27%; per non parlare delle superiori, dove solo il 39% è coperto. Situazione da codice rosso riguarda gli insegnanti di sostegno. Qui rischiate di sbiancare: solo il 12,6% è stato assunto, 1.682 su 13.329 posti.

Un anno fa la copertura era quasi il doppio, con 75,6% per 51.773 cattedre, quindi circa 29.841. come si è arrivati a tale peggioramento? La colpa è imputabile alla graduatoria del concorso 2016, ormai esaurita e con un vuoto del 2017, difficilmente colmabile nell’immediato con i tre concorsi in avanzata quest’anno.

Non ci crederete, ma i numeri peggiori, dividendo le aree geografiche, provengono dal nord, con il 37,4% di assunti, contro il 63% del sud e il 41 del centro. Solo alla materna e alla primaria la copertura ha superato il 60%.
Il problema che si pone è importante, perché il numero di precari cresce considerevolmente, le promesse del Miur sono lodevoli, ma le difficoltà dentro le scuole italiane continueranno. A pagare la qualità del sistema e gli studenti.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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