Le novità dell’Alternanza scuola-lavoro

Le novità dell’Alternanza scuola-lavoro

Il nuovo regolamento ministeriale potrebbe modificare anche il criterio con cui scegliere l’attività lavorativa dell’alternanza. L’esperienza formativ

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Il nuovo regolamento ministeriale potrebbe modificare anche il criterio con cui scegliere l’attività lavorativa dell’alternanza. L’esperienza formativa potrebbe diventare maggiormente coerente con il percorso didattico. #FacceCaso.

Con il nuovo Governo cambieranno pure le regole della scuola, si sa. L’Alternanza scuola-lavoro introdotta dalla “Buona Scuola” del 2015 per esempio, potrebbe subire delle profonde modificazioni. Se prima le ore obbligatorie nel liceo erano 200, adesso si sono ridotte a 90. Per i periti degli istituti tecnici si è passati da 400 ore a 150 ore complessive da distribuire nell’ultimo triennio. 

Il nuovo regolamento ministeriale potrebbe modificare anche il criterio con cui scegliere l’attività lavorativa dell’alternanza. L’esperienza formativa potrebbe diventare maggiormente coerente con il percorso didattico.

Se si riducono le ore, verranno dimezzati anche i finanziamenti nazionali: si passerà da 100 milioni l’anno a 50. 

“L’obiettivo è avere, da Milano a Palermo, esperienze di scuola-lavoro di assoluta qualità e coerenza con il percorso di formazione svolto in classe dallo studente. L’ alternanza non è un contratto di lavoro, come l’apprendistato, e deve quindi avere una finalità squisitamente orientativa”. Spiega Carmela Palumbo, capo dipartimento Istruzione del Miur.

Si tratta di un discorso molto delicato da affrontare. L’alternanza è stata molto criticata ma ha fornito agli studenti l’opportunità di mettersi in gioco per la prima volta.

“Serve buon senso da parte dell’esecutivo. Per le aziende l’ alternanza non è, e non è mai stata uno strumento per sostituire lavoratori semmai per affascinare i giovani. Per questo l’ idea di ridurre le ore, specie nei tecnici, non ci convince. Si penalizza la possibilità, sia per i docenti che per gli studenti, di conoscere l’ impresa. E conoscere aiuta a scegliere. La manifattura ha bisogno di quasi 300mila tecnici nei prossimi anni. Se il legame scuola-azienda si indebolisce, il rischio è rendere incolmabile questo gap”. Incalza il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Gianni Brugnoli.

Le modifiche terranno conto del fatto che le opportunità lavorative e la capacità di assumere un ruolo attivo nel lavoro nonché nella vita sociale, dipendono sia da competenze strettamente tecniche che dall’acquisizione di abilità e competenze trasversali. Proprio per questo motivo uno degli obiettivi fondamentali della manovra sarà quello di valorizzare queste ultime.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani 

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