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Dimmi che geni hai e ti dirò…che università frequenti

Dimmi che geni hai e ti dirò…che università frequenti

Un gruppo di ricercatori di un ateneo inglese ha fatto una scoperta sensazionale che ha a che fare con i geni e con la nostra carriera universitaria.

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Un gruppo di ricercatori di un ateneo inglese ha fatto una scoperta sensazionale che ha a che fare con i geni e con la nostra carriera universitaria.

Vi è mai capitato, durante un periodo di grande stress mentale dovuto allo studio, di chiedervi “ma chi diavolo me l’ha fatto fare di iscrivermi all’università?”. Ecco, oggi, siamo finalmente in grado di dirvi chi è stato: i vostri geni. E “geni” non è un diminutivo di genitori. Proprio no.

In altre parole è scritto nel nostro DNA, già prima che nasciamo, se siamo destinati a frequentare l’università o se ci accontenteremo del diploma. Sì, ok, lo sappiamo che può sembrarvi assurdo ma è proprio così; e se non ci credete prendetevela con Ziada Ayorech.

Chi è Ziada Ayorech? Semplice, è la ricercatrice del King’s College di Londra che, attraverso un’analisi genetica effettuata su 6000 individui (di cui 3000 sono gemelli), è approdata a questa conclusione. Una conclusione che verrà presto pubblicata sulla celebre rivista Scientific Reports e che ha già sconvolto il mondo della scienza.

Ma entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire meglio perché dovremmo ritenere i nostri geni responsabili delle nostre scelte più complesse. Forse perché i numeri difficilmente mentono e i numeri dicono che i fattori genetici hanno un impatto del 57% sulla scelta di continuare gli studi.

E non è finita qui; secondo Ziada i geni hanno lo stesso impatto (in termini statistici) anche quando ci troviamo a scegliere quale facoltà frequentare. Quest’ultima scoperta ha spinto gli studiosi a tentare di disegnare addirittura una “mappa genetica” dell’istruzione universitaria.

Dunque è proprio vero che se spesso ripercorriamo le orme dei nostri genitori è perché ce l’abbiamo nel sangue, è la genetica a volere che ciò accada. E di fronte a questa verità potremmo sentirci impotenti, perché l’entusiasmo per la scoperta lascia il posto alla consapevolezza; la consapevolezza che il nostro libero arbitrio alla fine non è poi del tutto libero.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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