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How I met Taiwan, Capitolo 6: l’autobus 67

How I met Taiwan, Capitolo 6: l’autobus 67

Vi racconto la mia esperienza, le mie giornate, le mie paure e le mie gioie. Un diario di tutto il mio tirocinio nella bellissima Taiwan: oggi capitol

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Vi racconto la mia esperienza, le mie giornate, le mie paure e le mie gioie. Un diario di tutto il mio tirocinio nella bellissima Taiwan: oggi capitolo autobus!

Una sera io e Chiara eravamo a cena con alcuni amici. Bella zona, buon cibo, ottima compagnia. Data la distanza dal nostro residence, dovevamo necessariamente prendere un autobus per tornare a casa. Abbiamo camminato fino a raggiungere la fermata e abbiamo aspettato, come sempre. Niente di strano, tutto nella norma: passava qualche macchina sporadica, due o tre persone in lontananza, l’arietta fresca della sera. Finché ad un tratto abbiamo visto l’autobus n°67 materializzarsi dalla fine della strada, come il Nottetempo di Harry Potter. E credimi, è stata un’esperienza surreale.

Ignare di ciò che sarebbe successo, abbiamo alzato il braccio per chiamare l’autobus che, rapido ed efficiente, si è accostato in fermata e ci ha fatto salire. Ed ecco la sorpresa: circa un milione e mezzo di pupazzi appesi all’interno del bus ci stava aspettando per rallegrarci la serata. Non solo: il conducente sembrava essere uscito direttamente da Woodstock, con i suoi capelli lunghi e i vestiti colorati! Così, incredule e meravigliate allo stesso tempo, siamo salite a bordo e ci siamo sedute tra una Hello Kitty gigante e una Pantera Rosa sorridente. Abbiamo fatto tutto il viaggio fino a casa e, quando siamo scese, abbiamo sorriso al conducente che ci ha salutato super emozionato.

Effettivamente, non dovrei più rimanere scioccata dall’amore dei taiwanesi per peluche, stickers e chincaglierie varie. Basta pensare che sul mio badge per l’ufficio c’è disegnata una ranocchia con un vestito a righe bianche e blu. Gli asiatici amano le cose tenere, colorate, da bambini; sembra quasi che il loro lato da Peter Pan con gli occhi a mandorla non voglia ridimensionarsi. E non pensare che ci sia differenza tra donne e uomini: i ragazzi indossano le borse e amano tutto ciò che è cute!

Ma questo loro essere così cartoon si scontra terribilmente con alcune usanze che continuano a difendere con le unghie e con i denti. Prima fra tutte il rutto libero dopo mangiato (o a qualsiasi ora del giorno). Ruttare fragorosamente, infatti, è ritenuto un gesto di gradimento del pasto e, di fatto, è un complimento allo chef. La seconda usanza brutta, brutta è lo sputare per strada. Se hai bisogno di sputare fallo tranquillamente perché nessuno ti dirà niente; spera solo che il vento non tiri dalla tua parte!

Per ristabilire il livello di tenerezza da peluche e cartoni animati, ti racconto di un’altra usanza asiatica troppo carina: schiacciare pisolini pomeridiani sulla scrivania, sull’autobus, sulle panchine nei parchi, nei ristoranti, ovunque! Loro si fermano e si addormentano, come i bambini.

Ed è inutile che mi nascondo perché tanto a tirocinio, dopo pranzo, lo faccio anche io.

PS: se te lo stai chiedendo la risposta è no, non ho più incontrato il 67 con i pupazzetti. Strano, non trovi?

#FacceCaso

Di Giulia Pezzullo

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