I Master per pochi, ma il lavoro è tanto

I Master per pochi, ma il lavoro è tanto

Con i Master si lavora molto di più e prima, mentre le laurea, seppur magistrali, continuano a peccare di pratica sul campo. Ma i primi sono ancora co

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Con i Master si lavora molto di più e prima, mentre le laurea, seppur magistrali, continuano a peccare di pratica sul campo. Ma i primi sono ancora costosi e non adatti a tutti.

Un Master per garantirsi un posto di lavoro quasi del tutto indeterminato. Sembra una di quelle frasi fatte di chi dice che col master si lavora sicuramente, che è quindi un investimento conveniente da fare.
Ma quello che si cerca sempre di capire è: è vero? Basta il Master o servono altri fattori? Non sono fatti solo per fare soldi, visto i costi?
La verità è proprio che il Master da effettivamente opportunità lavorative enormi, con dati occupazionali vicini al 90%, seppur con alcune caratteristiche da specificare.

Innanzitutto partiamo dal Rapporto sul Profilo dei laureati del 2018 di Almalaurea, che rivela come il 42% dei laureati italiani non abbia svolto alcuna esperienza di tirocinio o lavoro riconosciuto prima del conseguimento del titolo.
C’è un problema di fondo nella nostra istruzione accademica, che focalizza eccessivamente sulla teoria, salvo tralasciare la pratica fino a una presa d’atto di chi si trova con il titolo in mano e senza, ad esempio, aver mai messo piede in un ufficio.

Questo numero va a rafforzare la convinzione che per trovare lavoro serva specializzarsi ancora di più proprio in uno di questi corsi da 6 mesi-1 anno, pagandoli anche caro.
E infatti, sempre Almalaurea, analizzando i numeri sui master italiani, evidenzia che a un anno dal conseguimento dello stesso lavora l’86,6% dei ragazzi e delle ragazze (quasi 10 mila intervistati), la metà dei quali con un contratto a tempo indeterminato.

Un semplice confronto fa capire che differenza ci sia con il resto del percorso universitario: per arrivare a tale livello occupazionale con una laurea magistrale servono cinque anni.

Quindi non si può negare che effettivamente essi siano un enorme incentivo a trovare un lavoro praticamente subito, salvo dover capire quanto possano costare e che tipo di supporto economico ci sia dietro. In pratica, bisogna dire che non è alla portata di tutte le tasche, bensì di studenti più facoltosi o comunque le cui famiglie possano decidere di fare un investimento sostanzioso su tale ambito.

I costi medi di un Master in Italia vanno oltre i 5000 euro (spesso e volentieri sopra gli 8/9mila) annui. Non aiuta sapere che solo un posto su cinque contiene borse di studio, e che essa vada in numeri maggiori a chi affronta il Master con già una specialistica magistrale in tasca.
Va chiarito comunque un numero importante che riguarda il dato occupazionale degli stessi: seppur la maggioranza dei frequentatori trova occupazione, 5 su 7 sono già neolaureati con qualche lavoro, ma che ne vuole migliorare la posizione attraverso lo stesso, e solo i restanti 2,7 sono giovani che arrivano nel mondo del lavoro solo dopo il master.

In ogni caso, anche vedendo le retribuzioni nette a un anno dal conseguimento, si dimostra la differenza tra tali percorsi e le magistrali.
La retribuzione mensile netta ad un anno dal conseguimento del master è pari in a 1.588 euro per i corsi di primo livello, rispetto ai laureati magistrali biennali con uno stipendio medio di 1.153 euro.

Pare quindi che tutto si confermi sull’aspetto occupazionale, ma prendendo in considerazione i costi, le differenze di opportunità tra neodottori e laureati con già un’occupazione in corso, meglio capire in anticipo quanto effettivamente possa convenire.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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