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How I met Taiwan, Capitolo 7: l’università

How I met Taiwan, Capitolo 7: l’università

Vi racconto la mia esperienza, le mie giornate, le mie paure e le mie gioie. Un diario di tutto il mio tirocinio nella bellissima Taiwan! Quante volt

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Vi racconto la mia esperienza, le mie giornate, le mie paure e le mie gioie. Un diario di tutto il mio tirocinio nella bellissima Taiwan!

Quante volte hai maledetto il tuo campus universitario? Quante volte gli hai detto che lo odi e che vorresti vederlo bruciare tra atroci sofferenze? Ti causa stress, nervosismo, ansia, rabbia; diciamo che non è proprio un parco giochi. Invece qui in Taiwan è più o meno un parco a tema e ora ti spiego perché.

La giornata di uno studente taiwanese inizia tra una corsa folle in motorino in mezzo al traffico e una frittata arrotolata in un sacchetto presa lungo la strada. La sveglia suona più per ricordargli che dovrà fare a botte per il parcheggio che per l’inizio dei corsi. Fino a qui tutto uguale, dirai tu. Ma sei mai andato/a all’università con le casse per la lezione di danza? Magari ti sarà capitato di buttare nel portabagagli il borsone della palestra ma non avrai mai incontrato il tuo insegnante di hip hop nella piazza del campus! Nell’università che ospita Chiara (e dove mi ritrovo spesso anche io…), la TungHai University of Taichung, è molto frequente trovare ragazzi che ballano, che giocano a basket o a pallavolo, che fanno yoga, corrono o disegnano sdraiati a terra.

A primo impatto potrebbe sembrare strano e da nerd: tutto quel tempo all’università, tra libri, computer e caffè. Ma cosa penseresti se nel tuo campus ci fossero tanti piccoli ristorantini, un minimarket, delle residenze, aule aperte tutto il giorno e tutti i giorni, una caffetteria, una biblioteca, uffici di tutti i tipi e una marea di spazio verde a disposizione? Sono rimasta così affascinata dalla giornata tipo di uno studente taiwanese che quasi, quasi mi pento di aver finito l’università (è così tanto per dire…)!

Se qualcuno ha bisogno di rimanere a studiare tutta la notte, può aprire e chiudere le aule del suo dipartimento. Se qualcuno ha fame ma non ha a disposizione due ore per la pausa pranzo, può comprare qualcosa di veloce e sostanzioso al minimarket, dove si trovano anche piatti caldi. Se qualcuno vuole staccare qualche minuto dallo studio e andare a farsi una corsetta, basta uscire dalla stanza e vagare nel parco prendendo aria.
Vuoi organizzare una partita a calcetto con gli amici? C’è il campetto che ti aspetta. Vuoi fare le prove per lo spettacolo di teatro? Ci sono kilometri di spazio libero dove non darai fastidio a nessuno. Vuoi mangiare un gelato fresco appena fatto? C’è il negozio di prodotti caseari realizzati nel dipartimento di agraria.

Insomma, se non sai cosa fare a Capodanno, chiama la TungHai: probabilmente avranno qualcosa da proporti.

#FacceCaso

Di Giulia Pezzullo

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