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How I Met Taiwan, Capitolo 8: la spazzatura

Vi racconto la mia esperienza, le mie giornate, le mie paure e le mie gioie. Un diario di tutto il mio tirocinio nella bellissima Taiwan. Il pianofor

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Vi racconto la mia esperienza, le mie giornate, le mie paure e le mie gioie. Un diario di tutto il mio tirocinio nella bellissima Taiwan.

Il pianoforte è uno strumento incredibilmente bello, profondo, magico. Crea armonie piacevoli per l’udito, che rilassano e che mettono a proprio agio. Pensa che qualche anno fa suonavo il pianoforte ogni giorno; poi ho iniziato a viaggiare periodicamente e, sai com’è, portarsi dietro quel gioiellino non è una passeggiata!

Mi manca suonare, mi manca sentire i tasti sotto le dita e mi manca sentire la melodia del mio pianoforte espandersi per tutta casa. È sempre stato così per me: la musica è parte integrante della mia vita e separarmene è molto dura. Per questo motivo Taiwan, nella sua immensa e lungimirante generosità, ha pensato bene di farmi sentire a casa in un modo del tutto particolare: il camioncino della spazzatura.

Non so bene se si tratti di una punizione divina per qualche cattiva azione commessa ma ti assicuro che ci si avvicina molto. Ogni mattina, a due orari random tra “mi sono appena addormentata” e “la sveglia del Nokia 3310 aveva suonerie migliori”, gli omini della nettezza urbana svolgono il loro lavoro. Un fatto ovvio, normale, civile, che accade in molte città del mondo. Però, e c’è un grande però, i sacchi della spazzatura taiwanesi amano la musica ed è per questo che ogni camioncino è accompagnato dalla canzoncina più irritante dell’universo.

Proprio quando sei avvolta nelle coperte calde del letto e immersa in stupendi sogni alla carbonara, senti da lontano una musica confusa che, inizialmente, sembra provenire dalla pancetta nascosta nell’ultimo rigatone nel piatto. Si avvicina lentamente, infida, malvagia, consapevole di disturbare il sonno di decine e decine di persone. Si trasforma in sibilo martellante, poi in irritante insieme di note stile carillon. Ed è esattamente in quel momento che tu, alle 6.30 di mattina, apri gli occhi e maledici la giornata che deve ancora anche solo iniziare.

Nella mia ingenuità, mi rifiuto di credere che i taiwanesi amino questa canzoncina odiosa che si espande per tutta la città e che ti tormenta ogni giorno. Non voglio nemmeno pensare che ci abbiano fatto l’abitudine perché, onestamente, si parla sempre di mattina presto. Allora perché succede tutto questo? Effettivamente, il reale motivo è lodevole: la canzoncina del camioncino è il richiamo per buttare la spazzatura, evitando dunque di doverla lasciare per strada.

Lodevole il motivo, sono d’accordo. Ma almeno la mattina non si può abbassare un po’ il volume? Oppure spegnere proprio la musichetta e fare affidamento sulla routine quotidiana? Chissà…per ora so solo che continuerò a svegliarmi la mattina tra un’imprecazione italo-cinese e una carbonara rovinata. Scusa Roma.

#FacceCaso

Di Giulia Pezzullo

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