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Al referendum Atac hanno perso tutti

Al referendum Atac hanno perso tutti

Con il 16% dei votanti si manca il quorum per rendere valido questo referendum consultivo. Ma ci perdono tutti, romani, Atac e senso civico. Il quoru

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Con il 16% dei votanti si manca il quorum per rendere valido questo referendum consultivo. Ma ci perdono tutti, romani, Atac e senso civico.

Il quorum, fissato per un referendum consultivo al 33%, non arriva, e la consultazione risulta invalida. Nonostante gli sforzi del Comitato per il Sì e per il No di far votare in maniera informata i cittadini, ha vinto solo il lato più grezzo del principale problema di Roma: i romani.
Cittadini disinformati, svogliati, senza grande propensione a dire la loro, preferiscono altro anziché esprimersi su un referendum importante, che riguardava tutti.

Non ha vinto il No alla liberalizzazione di un bando di gara, perché all’interno di questo 16% il 75% dei voti era per il Sì. E non ha vinto con gli astenuti, come sostengono alcuni, perché il non voto non è mai una presa di posizione, bensì una mancanza di senso civico e la poca voglia di informarsi su un tema riguardante tutti.
Hanno perso i romani, che gestiti da un’amministrazione senza ne arte ne parte, continueranno a subire il peggior servizio di trasporti di una Capitale europea, roba da terzo mondo.

Chi ci guadagna, realmente, oltre quelli che potranno continuare a mangiare grazie ad Atac e ai voti che essa garantisce? Una città disinformata, che preferisce non esprimersi se chiamata alle urne, è una sconfitta di tutti, è un danno per tutti. Non sorprende che le periferie abbiano i dati più bassi di affluenza, quelli che il Comune ha volutamente coinvolto bene e lì dove i comitati sono arrivati più di sfuggita.

Ma allora, come si dovrebbe interpretare questo risultato? Che in verità i romani non vedevano di buon occhio il rischio che il “privato” (vergognosa menzogna di questo referendum) avrebbe sostituito un’azienda pubblica? Che non sarebbe servito a nulla cambiare il meccanismo? O dobbiamo forse pensare che, nel complesso, a lamentarsi ogni giorno di autobus in fiamme, centinaia di corse mancate, attese infinite alle fermate e resse per prendere la metro, fossero i “soliti” quattro, che in questo caso si rispecchiano del 10-12% di tutti gli aventi diritto al voto? allora immaginiamo che la maggioranza domani non dirà più nulla su quanta pena faccia prendere un mezzo a Roma.

Non è certo colpa degli autisti e lavoratori, sia chiaro, ma allora non vogliamo nemmeno più sentire la cascata di critiche e lamentele che ogni giorno imperversavano in merito a ciò.
Da oggi che facciamo, tutti zitti e felici?

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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