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MyTutela: la nuova app anti violenza

MyTutela: la nuova app anti violenza

L’app è l’unica nel suo genere ad essere riconosciuta dalle Forze dell’Ordine. Può essere scaricata su Android e presto sbarcherà anche su Apple. #Fac

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L’app è l’unica nel suo genere ad essere riconosciuta dalle Forze dell’Ordine. Può essere scaricata su Android e presto sbarcherà anche su Apple. #FacceCaso.

MyTutela è un’app che aiuta le vittime di abusi, violenza, stalking e bullismo, grazie la raccolta e l’archiviazione su smartphone di prove con valore legale. Che si tratti di sms, telefonate, email, chat, whatsapp, immagini o video, MyTutela consente di scaricare un report dettagliato dei dati con valore legale da presentare in fase di denuncia e processo.

L’app è l’unica nel suo genere ad essere riconosciuta dalle Forze dell’Ordine. Può essere scaricata su Android e presto sbarcherà anche su Apple. A svilupparla è sono stati Marco Testi e Marco Calonzi, consulenti informatici per i tribunali italiani.

L’idea è nata subito dopo l’omicidio di Sara di Pierantonio, la ragazza di 22 anni che è stata soffocata e bruciata dal suo fidanzato a Roma. L’ex fidannzato aveva danneggiato il cellulare di Sara cancellando tutti i dati.

MyTutela aiuta le vittime di abusi e molestie fornendo loro delle prove per potersi difendere da chi le perseguita. 

L’app è stata realizzata anche grazie all’associazione antiviolenza Mede@, che collabora con il comune di Bari per attivare sportelli anti bullismo nelle scuole, nelle parrocchie e nelle associazioni sportive, e per questo ha voluto promuovere MyTutela proprio partendo da Bari.

“È un nuovo strumento informatico che ha un valore sociale e di prevenzione a tutto tondo per le vittime di violenza, stalking e bullismo”. Ha spiegato l’assessore comunale al Welfare, Francesca Bottalico. “Con MyTutela chiunque si senta a rischio può raccogliere prove e documenti e inviarli ad un cloud che li conserverà mettendoli a disposizione dei legali e delle forze dell’ordine”. Ha detto il presidente nazionale Mede@ Alberto Polini.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani 

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