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C’è ancora gioia nel diventare giornalisti

C’è ancora gioia nel diventare giornalisti

Un mestiere bistrattato, spesso mal visto, mal retribuito e criticato da chi la stampa è in dovere di criticare. Ma da pochi giorni anche io sono uno

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Un mestiere bistrattato, spesso mal visto, mal retribuito e criticato da chi la stampa è in dovere di criticare. Ma da pochi giorni anche io sono uno dei giornalisti d’Italia, e la gioia è molta.

Dal 28 novembre io e la mia collega, Francesca Romana Veriani, siamo diventati giornalisti pubblicisti, concludendo un percorso che è stato duro, ricco di lavoro e professionalmente curioso, svolto all’interno di questa realtà con ormai tre anni di storia: FacceCaso.
Sapere di essere arrivati a tale traguardo con il lavoro portato avanti giorno dopo giorno è la più grande soddisfazione possibile. Vedere con gli occhi e toccare con mano quel piccolo documento che certifica il “Ce l’ho fatta” è una sensazione immensa.

Era un obiettivo incerto, sconosciuto rispetto a come lo percepisco adesso, ma prefissato quasi tre anni fa e conseguito in altrettanto tempo, scrivendo per FacceCaso, giornale che mi ha dato tanto e fatto crescere ancora di più. Non ero nessuno, non avevo alcun diritto di poter fare informazione su una piattaforma, trattare notizie giornaliere, forse oggi uno dei compiti più difficili possibili data l’era di (dis)informazione che viviamo.

Eppure, c’è chi ha dato a me e la mia collega e amica Francesca l’opportunità di tracciare un percorso e di conseguire tale idea.

In questo è stato fondamentale il supporto del nostro direttore, Riccardo Zianna, che anche “cazziandoci” per i nostri errori non ci ha mai mollato e anzi sempre incoraggiato.

Non è una professione sicura questa, nonostante ci si costruisca con lo studio e il lavoro un titolo, si possa essere esperti in certi ambiti e appassionati di “notizia”, la garanzia di poterci lavorare tutta la vita, soprattutto campandoci. Però è una retta che abbiamo tracciato, che potrebbe dare grandi opportunità, e che ancora è capace di appassionarci e farci sognare.
Ringrazio così lui, il nostro giornale e tutte le altre colleghe e colleghi di redazione, oltre a tutti gli amici che si sono sempre interessati con sincerità a quello che stavo portando avanti.

Adesso posso legalmente definirmi giornalista, ma so benissimo che tale titolo andrà guadagnato proprio da qui in poi. Intanto mi godo il momento, sperando di poter concretamente essere partecipe di una professione che ritengo sempre nobile e fondamentale.
Ora, come mai in due anni e mezzo, mi godo il momento e la gioia di toccare “con mano” un dolcissimo risultato. Al prossimo traguardo!

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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