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Il mio 2018: #FacceCaso

Il mio 2018: #FacceCaso

Ognuno ha vissuto a modo suo questi 365 giorni, e seppur in forme diverse, proprio per ognuno c’è qualcosa che è stata “segnante”. #FacceCaso.  Umber

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Ognuno ha vissuto a modo suo questi 365 giorni, e seppur in forme diverse, proprio per ognuno c’è qualcosa che è stata “segnante”. #FacceCaso. 

Umberto: il mio 2018

È stato un anno intenso. Di cose ne sono accadute su tutti i fronti. È stato un anno di ricordi sportivi per la mia Roma, la prima volta che vedevo arrivare in semifinale di un trofeo europeo la squadra del cuore. Ho avuto tante evoluzioni sentimentali, e poi ho raggiunto miei traguardi personali. Il 2018 ha segnato un po’ tutti, perché un po’ tutto è in parte cambiato.

È stato l’anno della mia laurea, dell’inizio della magistrale. L’anno in cui ho scoperto tante altre persone nuove, e soprattutto l’anno chiuso ottenendo il tesserino da giornalista pubblicista. Ciò che mi piace pensare di quest’anno è che sia stata la chiave di volta della fine, la chiusura di tanti capitoli che in questi anni avevo aperto, ma soprattutto l’inizio della seconda parte per molti di questi stessi. Il 2018 è per me la porta che si chiude, poi un brevissimo corridoio, e l’altra porta che si apre, come quei passaggi di compensazione climatica che ci sono in certi edifici. Ti chiudi dietro per far si che il nuovo inizi con meno contaminazioni.

Ma è stato un anno positivo, e ora lo riprendo qui da FacceCaso, con nuove vesti, nuove idee e tanto ancora da scrivere. Ognuno ha vissuto a modo suo questi 365 giorni, e seppur in forme diverse, proprio per ognuno c’è qualcosa che è stata “segnante”.

Salutiamo così il 2018, diamo il benvenuto al 2019, sperando non nella banalità che sia un anno migliore del precedente, ma semplicemente che ci dia allo stesso modo spunti ed emozioni, siano esse positive e negative (puntiamo comunque sulle prime).

Francesca: il mio 2018

Quest’anno mi sono rimboccata le maniche. Ho dato così tanti esami da aver perso il conto e sono talmente vicina alla fine che non mi pare vero. Nel frattempo sono diventata giornalista pubblicista, ho fatto dei corsi di formazione, imparato tante cose e trovato la voglia e l’entusiasmo di farne ancora di più.

Ho continuato a nuotare con la Roma Nuoto Master, mi sono tolta le mie piccole soddisfazioni sportive. È stato un anno di treni e di chilometri per raggiungere il mio ragazzo dall’altra parte dell’Italia. Ho conosciuto persone strane durante i miei viaggi, ascoltato musica, goduto del panorama. Il 2019 sarà l’anno dei cambiamenti.

La mia vita si stravolgerà di nuovo e dovrò prendere altri treni e altri aerei. Ho vissuto a stretto contatto con pochi amici, quelli veri, e tagliato i rapporti con chi, ad oggi, non fa più parte della mi vita. Ho raggiunto una consapevolezza diversa, mi sento più grande e più donna e non vedo l’ora di iniziare il nuovo anno con la stessa voglia di vivere di quello che sta per terminare.

#FacceCaso. 

Di Umberto Scifoni e Francesca Romana Veriani

 

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