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Il 10 della ginnasta Katelyn Oashi ci insegna che così non va

Il 10 della ginnasta Katelyn Oashi ci insegna che così non va

Quante volte vi è capitato di tornare a casa tutti fieri con un bel 9 in pagella che automaticamente verrà surclassato dal 10 del vostro migliore amic

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Quante volte vi è capitato di tornare a casa tutti fieri con un bel 9 in pagella che automaticamente verrà surclassato dal 10 del vostro migliore amico come la cara Katelyn? Se la risposta è: “tante”, continuate a leggere.

Qualche giorno fa la studentessa americana Katelyn Oashi ha partecipato ai campionati universitari di ginnastica, ottenendo un punteggio di 10.0 dalla giuria. Il video della sua esibizione è diventato virale ottenendo più di 3 milioni di visualizzazioni in due giorni, ed oggi tutti conoscono la giovane ginnasta. Ma tutte le altre atlete partecipanti?

Questa è la classica storia dove, da una parte, c’è la giusta esaltazione della nostra Katelyn, che aveva anche dovuto abbandonare l’agonismo nel 2013 per vari infortuni e numerose critiche al suo fisico poco longilineo. Dall’altra c’è l’ingiusto anonimato di tutte le altre atlete che hanno preso un voto più basso, in alcuni casi anche un 9.0, che non sono state minimamente menzionate dalla stampa. Perché?

La risposta potrebbe essere che il sistema di votazioni da 1 a 10 è ormai superato e palesemente fallato. Traslando – infatti – il discorso verso la scuola, un sistema del genere trasforma gli insegnanti in una vera e propria giuria.

“La scuola la vorrei senza pagelle e con tante cordiali chiacchiere con i genitori, perché, alla fine, invece di una bella pagella, si abbia un bel ragazzo”. Queste sono le parole di Mario Lodi, un grande uomo, pedagogista e scrittore italiano, diventato maestro poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Sessant’anni dopo sono ancora le parole più attuali di sempre, che dovrebbero essere prese in considerazione da ogni insegnante che voglia fare un buon lavoro. Infatti, un 9 al compito di matematica è quasi ottimo, letteralmente. Ma se il tuo compagno di banco prende 10, diventa in automatico un brutto voto.

Questo perché la meritocrazia introdotta con la valutazione numerica è discutibile: un impreparato preso in una giornata no, porta giù la media per tutto l’anno, dando pochissime possibilità di riprenderla.

Tante sono le proposte a riguardo, pochi i coraggiosi che agiscono concretamente.

#FacceCaso

Di Ludovica Sampalmieri

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