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Università italiane oggi: meno soldi, meno studenti, meno docenti

Università italiane oggi: meno soldi, meno studenti, meno docenti

Aumentano le facoltà a numero chiuso perché i fondi scarseggiano. Come stanno le Università italiane? C’erano una volta le bellissime Università ital

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Aumentano le facoltà a numero chiuso perché i fondi scarseggiano. Come stanno le Università italiane?

C’erano una volta le bellissime Università italiane. Che non sono più bellissime. Oggi, siamo a inizio 2019, siamo infatti uno dei paesi con minor numero di laureati in Europa. Meno studenti si traduce facilmente così: meno docenti, meno soldi.

E la soluzione?

A quanto pare il numero chiuso. Pensate che quest’anno “su 4560 corsi di laurea solo 2827 sono ad accesso libero; 732 sono quelli a numero chiuso programmati dal Miur, a cui si aggiungono 1001 corsi decisi dagli atenei” secondo dati riportati dal Corriere della Sera. A fare da apripista a questa lunga sequela di facoltà ad accesso limitato c’è ovviamente Lei: Medicina.

Ogni anno circa 70mila studenti provano il test d’ingresso. E a passare sarà solo un ragazzo su 7. Facile calcolo, ogni anno accedono al corso in 10mila. E tutti gli altri? Alcuni provano il test in altre facoltà, ormai molte delle quali a numero chiuso, come Farmacologia o Biologia, sperando di riprovare l’anno dopo. Chi è entrato, una volta laureatosi, dovrà invece avere a che fare con l’“imbuto”: la Scuola di Specializzazione. Anche qui, su 17mila aspiranti annuali, solo 7mila neo-laureati accederanno alle Scuole di Specializzazione Mediche. E gli altri aspetteranno, magari trovano lavori saltuari come le sostituzioni.

Le Facoltà a numero aperto

Tra queste tipologie di facoltà,

quelle più rappresentate sono quelle umanistiche: Lettere in primis, ma anche Scienze Politiche e Giurisprudenza.

Ad avere accesso libero, sono anche la maggior parte delle facoltà di Ingegneria Gestionale ed Economia Aziendale. Sempre secondo dati del Corriere, infatti, ben 75 su 126 facoltà di Ingegneria Gestionale sono senza numero chiuso, così come ben 77 su 115 per Economia Aziendale.

Ma perché si è passati al numero chiuso?

E’ presto detto. Avendo sempre meno fondi a disposizione per la ricerca e per le attività curricolari, le Università italiane si sono trovate a doversi fare i conti in tasca. Gli atenei si sono quindi decisi a ridurre il numero di docenti, e consequenzialmente quello degli studenti.

Negli ultimi 10 anni, lasso di tempo molto in voga di recente sui social, gli insegnanti sono scesi da 63mila a 53mila. Un calo del 15% che nei prossimi anni potrebbe, addirittura, aumentare.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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