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Colloquio e curriculum si fanno a…scuola

Colloquio e curriculum si fanno a…scuola

Oggi vi parliamo dell'interessante iniziativa di un istituto piacentino, che ha deciso di organizzare simulazioni di colloquio di lavoro per i suoi st

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Oggi vi parliamo dell’interessante iniziativa di un istituto piacentino, che ha deciso di organizzare simulazioni di colloquio di lavoro per i suoi studenti.

La maggior parte di coloro che frequentano le scuole superiori crede che diplomarsi con 100 e lode sia la cosa più difficile del mondo. Chi lo pensa, però, non sa che il difficile viene dopo, quando si entra in contatto con il mondo del lavoro senza avere nessuna idea di come comportarsi. E tantomeno senza aver mai fatto un colloquio.

La sola Alternanza Scuola-Lavoro, infatti, per quanto possa essere fatta bene, non ci aiuta granché quando ci lasciamo alle spalle il cancello del nostro istituto. Questo perché ci sono cose che di solito non vengono insegnate ma che sono fondamentali per chi cerca lavoro per la prima volta.

Un esempio? Come sostenere un colloquio di lavoro o come scrivere un curriculum vitae forse. Per fortuna, però, c’è ancora qualcuno che ritiene importante trattare questi argomenti a scuola. Stiamo parlando dell’Istituto Alberghiero “Raineri Marcora” di Piacenza, che, in collaborazione con Unione Commercianti e la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha ideato un’iniziativa interessante.

Si tratta di un progetto che ha permesso agli studenti del quarto e quinto anno di stilare i propri curricula e di entrare in contatto con diverse realtà professionali della zona attive nel settore della ristorazione, attraverso degli incontri uno a uno con i rappresentanti delle varie aziende.

Così facendo hanno avuto l’occasione per rendersi conto di come è strutturato e di come si svolge un colloquio di questo tipo. Ma non solo, dialogando con i portavoce delle ditte presenti, hanno potuto farsi anche un’idea di quella che potrebbe essere l’occupazione che più si adatta alle loro caratteristiche.

A questo punto la domanda sorge spontanea: perché iniziative del genere non vengono organizzate in tutte le scuole del Paese? Perché va bene imparare come si lavora attraverso l’Alternanza ma se poi non si riesce ad ottenerlo il lavoro serve a ben poco, no?

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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