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San Valentino 2.0? No grazie

San Valentino 2.0? No grazie

Oggi è il giorno in cui tutti gli innamorati del mondo festeggiano. Bar, locali e fiorai sono già pronti e si sfregano le mani. Vediamo come è nato Sa

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Oggi è il giorno in cui tutti gli innamorati del mondo festeggiano. Bar, locali e fiorai sono già pronti e si sfregano le mani. Vediamo come è nato San Valentino e perchè è diventata il simbolo di una società consumistica.

Oramai San Valentino è diventata una festa prettamente commerciale dove si pensa più a far vedere come si passa la giornata piuttosto che pensare a trascorrere del tempo con la propria metà. Tutti si apprestano a comprare i fiori più belli e prenotare nei locali più costosi, ma si sa cosa si festeggia e com’è nata questa ricorrenza?

Cenni storici cui fare caso

Il santo martire, nonché poi divenuto patrono di Terni, da cui prende il nome la ricorrenza, fu il protettore degli innamorati nel 496 d.C. Ai tempi, il 15 febbraio insieme ai Greci, Italici e Romani, si festeggiavano le purificazione dei campi e si eseguivano i riti di fecondità. I riti ed i festeggiamenti erano particolarmente esagerati tanto da essere in contrasto con la moralità cristiana. Così scostumati che nel 494 d.C. Papa Gelasio I li soppresse.

Il rito pagano fu cristianizzato dalla Chiesa con data al 14 febbraio: fu attribuito a San Valentino la capacità di appoggiare le coppie regalando loro una rosa per augurare un’unione felice.

Come ci siamo ridotti

A distanza di secoli, il significato di questa ricorrenza sembra totalmente essere stato stravolto. Si aspetta San Valentino solo per vendere qualche bacio Perugina in più e per far vedere ai propri followers che si è mangiato nel locale più in della città.
L’unico seguace di cui si dovrebbe avere premura è il proprio partner e non solo per una cena. Non dico che bisognerebbe presentarsi dalla fidanzata con dozzine di rose rosse e fare una serenata. Anche perché si sa: “il troppo stroppia”, direbbero i vecchi saggi… Basterebbero un po’ di attenzioni in più anziché concentrarsi unicamente su quanti “like” ha preso la foto della cena.
Questo giovedì fate l’amore, non fate i selfie. Non facciamo morire il romanticismo.

#FacceCaso

Di Tommaso Marsili

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