Tempo di lettura: 3 Minuti

Scuola italiana: 45 mila in pensione nei prossimi mesi

Scuola italiana: 45 mila in pensione nei prossimi mesi

La proiezione dell'Inps sui prossimi mesi della Scuola italiana: "quota 100" e "legge Fornero" mandano professori e amministrazione in pensione. 45 m

Il mistero dei suicidi all’università di Bristol
E se Google stesse pensando all’ ecommerce?
Borse di studio? Ecco tutto ciò che devi sapere!

La proiezione dell’Inps sui prossimi mesi della Scuola italiana: “quota 100” e “legge Fornero” mandano professori e amministrazione in pensione.

45 mila lavoratori in meno nella Scuola italiana. È questo il dato che si registra nelle ultime settimane. La proiezione, che ancora può chiamarsi tale ma che presto potrebbe divenire realtà, vede l’uscita dalla Scuola di oltre 40 mila tra professori e personale tecnico-amministrativo nei prossimi mesi.

I dati

I dati, raccolti dall’Inps, parlano infatti di circa 8500 richieste di pensionamento anticipato, dovuto a “quota 100”, pervenute entro la scadenza dei termini, la settimana passata. A queste 8500 domande vanno poi aggiunte le oltre 27 mila di dicembre, che si reggevano invece sulla “legge Fornero”.

Insomma, l’incontro tra presente, chiamato “quota 100”, e il passato, “legge Fornero”, porta ad un buco enorme negli istituti scolastici italiani.
Ma non tutto il male viene per nuocere: le pensioni, anticipate o meno che siano, aprono le porte a nuove assunzioni.

Qual è il piano?

Fonti del Miur, secondo “Il Messaggero”, parlano di un accordo con Mef e Funzione pubblica per far ripartire i concorsi pubblici. A poter usufruire degli stessi, saranno soprattutto i precari di terza fascia, con un punteggio massimo attribuibile ai titoli posseduti fino al 40%. Di questo 40%, ben il 50% sarà dovuto al riconoscimento del servizio svolto presso le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione.

Chi rimane e chi lascia

Ad andare in pensione saranno soprattutto maestre e maestri d’asilo. Considerazione empirica basata sul fatto che, tra tutti, sia probabilmente il lavoro più usurante. Questo nonostante la considerazione del “peso delle penalizzazioni legate al calcolo contributivo (tra il 5 e il 21% sull’assegno finale in base agli anni scontati alla Fornero)”, continua “Il Messaggero”.

Da un lato, chi rimane rischia di vedersi decurtata la liquidazione, dall’altro rimanere al proprio posto, dopo svariati anni di servizio e stipendi non proprio esaltanti, potrà far propendere professori e personale per la pensione anticipata. Insomma, nonostante le proiezioni, e come accade sempre, chi vivrà vedrà.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0