Tempo di lettura: 2 Minuti

Bremerstraße 23: cronache di un Erasmus a Kiel – L’intervista

Bremerstraße 23: cronache di un Erasmus a Kiel – L’intervista

La mia esperienza Erasmus è arrivata alla fine. Quale miglior modo di chiudere in bellezza se non un'intervista? Sono tornata. La mia esperienza è fi

Stipendio e università: quali sono gli atenei migliori?
Ecco le date scolastiche del prossimo anno
Dispersione scolastica: chi sono i maestri di strada?!

La mia esperienza Erasmus è arrivata alla fine. Quale miglior modo di chiudere in bellezza se non un’intervista?

Sono tornata. La mia esperienza è finita e mi avvolge un senso di tristezza che non avrei mai immaginato. Insieme all’Erasmus finirà anche questa guida semi-seria (guarda qui), ma volevo lasciarti una piccola intervista ai miei amici.

Ci sono un’italiana, una spagnola e un coreano e no, non è l’inizio di una barzelletta. Tre culture diverse, che si sono ritrovate immerse in una quarta cultura e che vogliono raccontare la loro storia: Anna, Edurne e Hahyun.

Cosa hai provato quando hai saputo di dover andare in Erasmus?

A: All’inizio ho avuto paura, perché sarei dovuta partire completamente da sola e non sapevo a chi affidarmi per fare qualcosa. Alla fine però, sono stata molto contenta.
E: Io sono una di quelle che deve rimanere in Germania per un anno, ero entusiasta, ma Kiel mi ha un po’ spiazzato all’inizio.
H: Ero molto contento. Sapevo che dovevo stare via da casa per un anno intero. E la Germania è completamente diversa dalla Corea.

Com’è stato il primo giorno a Kiel?

A: Ho camminato per tantissimo tempo non sapendo dove andare. Sono andata agli uffici e ho cercato di conoscere qualcuno subito. (Ha incontrato la persona più importante, me.)
E: Sono arrivata con una valigia pesantissima e non sapevo minimamente dove andare. Sono entrata in casa ed era tutta sporca. Non è stato facile, anzi. Ma poi già la prima sera ho incontrato voi.
H: Ho fatto subito tantissime foto (a quanto pare non è un luogo comune). Perchè tutto mi sembrava diverso da quello a cui ero abituato. Sono andato a fare una passeggiata lungomare e ho cercato di adattarmi.

Qual è stato il momento più bello e quale quello più brutto?

A: Il più bello forse è stato andare a Berlino tutti insieme. Le serate sono state divertentissime e sembravamo tutti amici da una vita. Il più brutto è stato lasciarli, e salutarli uno ad uno.
E: Il momento più bello è stato quello in cui siamo andati in spiaggia e abbiamo fatto il bagno insieme. Quello più brutto forse è stato quando ho quasi sbattuto la testa con in mano un sacco di patate. Ma ero ubriaca. #Ops
H: Il più bello è stato la cena coreana che ho cucinato per i miei amici. E direi anche quando ho incontrato la mia ragazza, qui. Il più brutto è stato vederli andare via, perchè io rimango qui.

Per finire, cosa ti ha insegnato questa esperienza?

A: Mi ha insegnato che posso fare di tutto. Sono triste perché è finita, ma sono felicissima perché tutto questo è un punto di partenza.
E: È stato importante imparare ad adattarsi. E anche ad avere amici italiani che mi hanno fatto mangiare pasta tutti i giorni.
H: Ho scoperto qualcosa di completamente nuovo. Mi ha insegnato a essere più aperto e ad apprezzare la mia diversità, in positivo ovviamente.

Condivido in pieno quello che i miei amici hanno detto in questa piccola intervista. L’Erasmus è questo, ma anche molto di più. Se ne avete l’occasione fatelo, buttatevi.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0