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Galateo, alla Sapienza il nuovo corso

Galateo, alla Sapienza il nuovo corso

Imparare le regole del galateo è importante. Ancor più se si è professionisti che hanno a che fare con il mondo del lavoro su scala internazionale. I

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Imparare le regole del galateo è importante. Ancor più se si è professionisti che hanno a che fare con il mondo del lavoro su scala internazionale.

Il galateo e le buone maniere sono importanti diceva mamma. Schiena dritta, non mettere i gomiti sul tavolo, mangia con la bocca chiusa, non fare rumore mentre mangi. Già. Eppure, ci sono paesi nel mondo dove queste regole non valgono. O meglio, valgono le loro regole. A volte simili, spesso, a volte diverse.

Bere il brodo facendo poco rumore? In Giappone no, meglio farsi sentire. Ed è per questi motivi che la Sapienza di Roma, in collaborazione con l’Accademia italiana galateo, ha fatto partire un percorso sul galateo. Trenta posti, ormai esauriti, per imparare il galateo. Ma non quello base. Quello di alto livello, le regole necessarie ad architetti, imprenditori e ad altri professionisti, per muoversi in maniera raffinata nel mondo. Per non offendere un’altra cultura mentre si cerca di chiudere un contratto.

Non è per cultura, non solo, ma per soldi.

Pensate infatti di trovarvi ad una cena di lavoro in Arabia Saudita, o in Cina, e di stare per concludere un contratto da milioni di dollari. Ci siete quasi, quando tutto salta per una svista. Senza saperlo, avete offeso i vostri soci in affari e tutto a monte. Meglio prepararsi prima allora, no?

Chi già lavora, soprattutto in organizzazioni internazionali, ha bisogno di conoscere le culture con cui entra in contatto”, ha dichiarato nei giorni scorsi Romana Andò, direttrice del corso e docente del dipartimento di comunicazione di ricerca sociale. “La comunicazione, anche politica, ora si gioca tutta sull’affettività, l’intimità. Ma questo sui social crea confusione. E così va a finire che il politico comunichi come una celebrity e non come un personaggio istituzionale”.

Errori?

In Giappone soffiarsi il naso in pubblico o portare i coltelli a tavola, oppure, nei Paesi arabi, entrare in casa con le scarpe” spiega Samuele Briatore, presidente dell’Accademia italiana galateo.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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