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Il 25 Aprile dei Giovany

Il 25 Aprile dei Giovany

Cosa ne sanno i giovani? Perché il 25 Aprile è una festa così importante? Siamo andati tra i ragazzi e le ragazze dai 18 ai 26 anni per scoprirlo e sa

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Cosa ne sanno i giovani? Perché il 25 Aprile è una festa così importante? Siamo andati tra i ragazzi e le ragazze dai 18 ai 26 anni per scoprirlo e sapere la loro diretta opinione.

Cominciamo con un breve recap per tutti coloro che si fossero persi la storia di questa festività nazionale. Il 25 Aprile rappresenta una data posta a simbolo della liberazione, da parte dei partigiani dalle truppe nazifasciste sul suolo italiano al grido di “arrendersi o perire”, è anche il simbolo dei caduti durante il conflitto.

Ma cosa ne sanno realmente i giovani?

A differenza dello scorso anno (in cui abbiamo fatto una diversa analisi che trovi -> QUI), per il 2019 abbiamo fatto quattro chiacchiere direttamente con i giovany. Più della metà degli intervistati (principalmente in età compresa tra i 18 e i 22 anni) ignorava completamente il significato della festività, alcuni ne conoscevano solo il nome altri vagamente la storia. Nella metà conscia del significato, gli “interessati”, ho constatato che va per la maggiore la sfiducia nei politici (rientranti nell’ala sinistra del parlamento) che la strumentalizzano per i propri fini di propaganda, lasciando quello che dovrebbe essere il significato simbolico in secondo piano. La risposta più tipica è stata del tipo: “é una cosa troppo politicizzata che non mi appartiene” (peccato, dico io…). Poi c’è stato chi, con ideologie politiche ben definite da sinistra a destra ha ribadito l’importanza di diversi aspetti che costituiscono la simbologia di questa ricorrenza:

  • chi la lotta dei partigiani, chi il valore del ricordo per le generazioni future, chi il ricordo di coloro che sono morti, chi ancora, seppur criticando la glorificazione di un evento che inevitabilmente sfocia nella politica, ha comunque ricordato l’importanza di coloro che romanticamente sono morti per perseguire un ideale patriottico.

Sicuramente si tratta di un evento complicato, basti pensare alla partecipazione dei politici alla celebrazione di questo 25 aprile ampiamente trattata dalle principali testate giornalistiche.

Un sentimento comune

Tuttavia ciò che mi ha colpito di più tra gli intervistati “interessati” indipendentemente dalle risposte è stata che tutti si sentivano italiani, anche per quanto riguarda la politicizzazione di tale evento. Di per sé il 25 Aprile va ricordato perché ha consegnato nelle nostre mani la realtà che viviamo: siamo figli anche di quel 25 Aprile, figli orgogliosi o figli critici verso i nostri antenati, ma pur sempre figli, l’importanza sta dunque nel ricordo di un pezzo fondamentale delle nostre vite, dei nostri genitori e nonni, si può pensare che sia una celebrazione troppo lontana, eppure è lì, scritta nella storia, a ricordarci da dove veniamo indipendentemente dalle correnti politiche che oggi come oggi fanno il bello e il cattivo tempo. Quindi tra una birra fredda (con una giornata così possibilmente al mare) e una chiacchiera in amicizia ricordiamo questo giorno così importante.

A seguire alcune delle risposte (sintetiche) che abbiamo selezionato tra le più significative ricevute durante l’intervista alla domanda: “Cosa significa per te il 25 aprile?”

    • Alcool, amici e sole in spiaggia
      A. 18 anni
    • Una festa laica di cui non sento il bisogno, ma di cui posso tranquillamente sopportare l’esistenza
      L. 25 anni 
    • La liberazione da un “regime d’occupazione che ha portato ad un altro regime d’occupazione economico e statunitense che ha debellato l’ultimo vero regime sovranità italiano
      L. 24 anni 
    • Niente università né lavoro e bere a schifo senza sentirmi in colpa
      L. e F. 19 e 20 anni 
    • Forse la migliore ricorrenza della storia italiana, ricordarla secondo me è un dovere nonostante se devo essere sincero, sebbene io conosca il contesto e il significato, sono abbastanza ignorante in materia, però anche solo fermandosi superficialmente al significato di liberazione dall’occupazione è di per sé un giorno da ricordare
      L. 24 anni 
    • Per me ha smesso di rappresentare quello che dovrebbe perché negli ultimi anni mi sono ritrovata sempre ad eventi che lo politicizzano troppo.
      M. 23 anni 
    • Ma intendi la festa dei lavoratori? (Fine dell’intervista)
      A. 19 anni 
    • Ciò che so del 25 Aprile l’ho imparato sui banchi di scuola e successivamente all’università. Di certo non festeggio, non sboccio alla liberazione, ma sapere e conoscere un evento simile è fondamentale per ogni italiano che voglia definirsi tale
      M. 24 anni 
    • La cosa più triste è che si dimentica troppo facilmente. Mi auguro che la scuola riesca a spingere su questi simboli rendendoli il più apolitici possibili
      A. 24 anni 
    • So che è la festa della liberazione, mi pare nell’ ‘800
      C. 18 anni 
    • Cosa significa per me? Sangue… erano tempo terribili, davvero terribili.
      A. Classe 1935

Prima di lasciarci vorrei proporvi un estratto del discorso di Piero Calamandrei ai giovani del 26 gennaio 1955 relativo alla libertà… da brividi.

#FacceCaso

Di Alessandro Mameli

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