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Luca Clementi e la “semplicità” di poter fare tutto

Luca Clementi e la “semplicità” di poter fare tutto

Noi giovani siamo sempre super impegnati: studio, sport, impegni, uscite, qualche volta addirittura lavoro... Fare tutto e bene è molto difficile, ma

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Noi giovani siamo sempre super impegnati: studio, sport, impegni, uscite, qualche volta addirittura lavoro… Fare tutto e bene è molto difficile, ma c’è qualcuno che ci riesce senza tralasciare nulla. Luca Clementi è un ventenne di Roma che studia, recita, fa sport, è impegnato socialmente…insomma un ragazzo comune che ci ha spiegato che nulla è impossibile, basta avere passione e inventiva.

Giovany! Oggi vi presento Luca Clementi, un ragazzo caratterizzato da una gran voglia di fare che può lasciarvi un messaggio più che positivo…

Caro Luca Clementi, so che sei un ragazzo che non ha molto tempo quindi andiamo subito al sodo. Tanti progetti in ballo e molto stimolanti, come trovi l’ispirazione?
La trovo in me stesso. So che al giorno d’oggi è difficile farcela per un ragazzo, più che ai tempi dei nostri padri. Io non sono ricco di famiglia: i miei genitori sono venditori ambulanti, ma mi hanno insegnato l’etica del lavoro, del sacrificio e dell’impegno, dicendomi fin da piccolo che l’educazione mi avrebbe distinto dagli altri. Io sono orgoglioso di loro, e di fatto non faccio altro, se non tentare di distinguermi dando il massimo all’interno di un contesto difficile.

Hai trovato il tempo anche per recitare nel film in uscita “Il Campione”: com’è stato? Cosa ti porti dentro da questa esperienza?
Più che “recitare” ho fatto la comparsa, ma è stata un’esperienza bellissima. Ho condiviso momenti fantastici con lo staff e gli altri giocatori. Poi la location: Trigoria, l’Olimpico… La cosa più assurda erano le chicche, tipo il mio nome e la mia foto sull’armadietto. Aggiungo di essere tifosissimo della Lazio, però la cosa ha il suo fascino ugualmente. Ho avuto anche il mio momento di Lazialità: durante le riprese al tramonto mi sono gustato il colore del cielo con la Nord a fare sfondo. Assurdo.

Con tutto questo gran da fare riesci a trovare il giusto tempo da dedicare allo studio?
Lo studio è la priorità. Finire l’università è fondamentale, quindi io ricavo il tempo per il mio lavoro e per tutto il resto a partire dal tempo da dedicare allo studio. Facendo poco al giorno tutti i giorni costantemente si tiene allenato il cervello e ci si può benissimo organizzare. Giurisprudenza non è facile, ma permette questo tipo di situazioni. Se avessi scelto Medicina sarebbe stata tutta un’altra storia.

Quanto e difficile mantenere questi ritmi e cercare di mantenere un buon livello, come stai facendo ora?
È difficile, soprattutto per uno come me che non si accontenta mai. Odio anche solo l’idea di fallire, quindi devo dedicarmi alle cose al mille per mille. È chiaro che ad un certo punto capita che qualcosa la lasci per strada. Solo che io, invece di capire che ci può stare, spingo ancora di più. Il risultato è poco sonno, qualche emicrania oftalmica, stress, ma alla fine le soddisfazioni arrivano. Quando dai il massimo non sta scritto da nessuna parte che tu ce la debba fare, ma, mirando a 10, almeno a 7,5 ci arrivi. Mi è capitato pure di dovermi riconsiderare e riformattare dopo un fallimento, per poi vedere le cose cambiare in meglio. In sintesi vinci o perdi, l’importante è che cerchi sempre di migliorarti.

Sei attore, giornalista, sportivo, aspirante avvocato… ma tu cosa vorresti fare da grande?
Purtroppo ho dovuto rinunciare al teatro, per adesso. Prima facevo spettacoli, ora pausa. Per quanto riguarda lo sportivo, “lassamo perde”: gioco agonisticamente, mi piace tantissimo il calcio, ma per ora tra le cose di cui occuparmi da grande non rientra assolutamente. Poi chissà, magari vorrò lasciare il lavoro per diventare allenatore come Sarri… (ride) Da grande voglio essere felice. Certo, la felicità non é solo la realizzazione lavorativa, ma trovo che fare nella vita ciò che si è sognato sia un privilegio da perseguire. Per questo non mi precludo niente: voglio avere la possibilità di scegliere, o comunque voglio che le mie decisioni e le mie scelte siano una parte considerevole delle conseguenze sul mio futuro. Il mio sogno sarebbe lavorare per una grande emittente come Sky, fare l’inviato, condurre un telegiornale, lavorare all’interno di quel mondo lì. Ora sono in attesa e “finger crossed” affinché si realizzi un altro obiettivo, per salire un altro gradino verso ciò che desidero. Nel frattempo si studia: metti che non va, cercare di realizzarsi con in mano una laurea in legge non è male. Poi a me la Giurisprudenza piace, farei comunque qualcosa che mi appaga.

Se avessi ancora più tempo, ci sarebbe una cosa che vorresti fare ma attualmente non riesci a far coesistere con le altre cose?
Teatro. Ma non soltanto per la recitazione, anzi: adoro il percorso umano e teatrico che c’è dietro. Trovo che il lavoro sulle proprie emozioni, lo sviluppo cognitivo, la conoscenza di sé, siano fattori fondamentali da non trascurare assolutamente. Serve a poco affermarsi nella vita lavorativa se non si è in grado di affrontare il proprio io con consapevolezza. È necessario conoscersi e mettersi continuamente in discussione: se una persona non è a posto con sé stessa non può relazionarsi compiutamente con qualcun altro.

Giovany, questo era Luca Clementi. Spero possa essere un buon punto d’ispirazione per voi!

#FacceCaso

Di Tommaso Marsili

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