Tempo di lettura: 1 Minuti

Tutte le stragi nelle scuole USA

Tutte le stragi nelle scuole USA

Cosa porta gli studenti a compiere questi gesti efferati? Quali sono le cause? Perchè nel 2019 ancora sentiamo parlare di stragi all'interno delle scu

Per guadagnare bene bisogna studiare matematica
DNA invecchati e cani alticci, WTF al TG USA?
Sciopero all’università: a rischio 300 esami a Torino

Cosa porta gli studenti a compiere questi gesti efferati? Quali sono le cause? Perchè nel 2019 ancora sentiamo parlare di stragi all’interno delle scuole? Proviamo a fare un punto…

L’otto maggio è avvenuto l’ennesimo omicidio, in istituto superiore negli Stati Uniti, di un ragazzo di appena 18 anni, vicino a Columbine, teatro di una delle stragi più famose, quella del 1999.

Sono più di 200 le vittime delle stragi, cominciate nel 1927, che hanno colpito gli istituti scolastici americani. Drammi che colpiscono chiunque a causa della loro ferocia: immaginare che uno studente possa imbracciare un fucile e aprire il fuoco sulla folla mette i brividi. La strage di Columbine in cui persero la vita 14 studenti (compresi i killer) ed un insegnante sembra sia stata causata dal forte disagio sociale che gli alunni, di soli 17 e 18 anni, vivevano tra le mura dell’istituto.

“Martiri”, così Seung-Hui Cho definiva i killer di Columbine prima di commettere il massacro della Virginia Polytechnic Institute in cui morirono 33 persone. Il giovane sudcoreano, che al momento del massacro aveva 23 anni, sembra sia stato vittima di forti atti di bullismo alle scuole medie e superiori per via del suo strano modo di parlare causato dal mutismo selettivo di cui soffriva. Nelle lunghe lettere che scrisse per spiegare il gesto, Cho se la prendeva con “Voi”, una società che a suo dire aveva “vandalizzato il suo cuore, violentato l’anima ed incendiato la sua coscienza”. Tali parole mandate per posta alla NBC tra la prima e la seconda sparatoria, raccontano in maniera delirante quanto fossero state pesanti le offese ricevute, ma soprattutto quanto un arma da fuoco riesca a dare voce al delirio sulla ragione.

È difficile immaginare lo stato d’animo di qualcuno che non sia in grado di difendersi e che si trovi bersaglio di continue offese all’interno di un ambiente, la scuola, che con l’educazione forma gli adulti del domani, ma niente potrebbe giustificare reazioni tanto gravi.

La soluzione sembra quella di mantenere le armi da fuoco il più lontano possibile dalle case dei cittadini, perché la risposta a tutto ciò che si possa aver subito tra i banchi di scuola non sia mai la vendetta ma una consapevolezza del proprio valore che riesca ad andare oltre il bullismo.

#FacceCaso

Di Alessandro Mameli

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0