Tempo di lettura: 2 Minuti

Burn out da esami, si può superare?

Burn out da esami, si può superare?

Il burn out tra i giovani universitari è una piaga da combattere. Ci sono metodi efficaci per aiutare i nostri giovani? Vi abbiamo parlato spesso del

Firenze incontra Shanghai
America nuovamente colpita: 10 studenti morti in una sparatoria in un college
Jesus College di Cambridge: a dirigerlo, per la prima volta nella storia, sarà una donna!

Il burn out tra i giovani universitari è una piaga da combattere. Ci sono metodi efficaci per aiutare i nostri giovani?

Vi abbiamo parlato spesso della sindrome da “burn out” che affligge la maggior parte degli studenti universitari. Ricordate? Se non rimembrate, cliccate qui o qui. Moli di lavoro pesantissime, tempi stretti e ansia di entrare nel mondo del lavoro.

Per non parlare delle scadenze. Esami, colloqui con i professori, crediti da ottenere. Una vita di scadenze è quella dello studente universitario. Perso un colpo, ti trovi anni indietro in un attimo. E non sai nemmeno cosa è successo.

Lo studio

Secondo uno studio compiuto dalla Sodexo, in associazione con l’Istitute for Quality of Life, circa il 61% degli studenti universitari intervistati lamenta difficoltà nel passaggio dalle scuole secondarie all’Università. Il primo anno è il più duro da affrontare, poi la media scende. Ma giusto un po’.

Secondo le parole di Franco Bruschi, Head of Schools & Universities Segment di Sodexo Italia,Supportare i ragazzi durante il percorso accademico attraverso l’ascolto e la comprensione dei loro bisogni è fondamentale per aiutarli a vivere meglio, partendo ad esempio dalla tavola”.

“Grazie alla nostra esperienza con più di 700 college e università di tutto il mondo, abbiamo creato infatti Eat, un’offerta food così eterogenea da soddisfare ogni palato migliorando concretamente la quotidianità nei campus attraverso un ristorante articolato su 8 isole tematiche, studiato per soddisfare le diverse spinte motivazioni che guidano la scelta del pasto e la sua modalità di consumo”.

Insomma, secondo Bruschi, la serenità di uno studente passa dalla sua pancia. Sarà abbastanza adattare le abitudini alimentare di un giovane universitario per aiutarlo a sopravvivere nella giungla degli esami e delle scadenze?

Di parere differente è invece Andreas Schleicher, Direttore del Consiglio per l’istruzione e le Competenze presso l’OCSE: “Le università devono essere consapevoli del fatto che è importante essere accademicamente esigenti ma al tempo stesso emotivamente di supporto. Un modo per raggiungere quest’obiettivo (il benessere degli studenti n.d.r.) è quello di creare esperienze personalizzate per i ragazzi”.

E voi che ne pensate? Cosa serve per combattere il burn out da esami?

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0