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Palermo, negare la Shoah…ma come se fa?

Palermo, negare la Shoah…ma come se fa?

Un professore di discipline artistiche di un istituto palermitano ha ricevuto una querela che ha a che fare con la Shoah. Ecco in che modo. Qualche m

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Un professore di discipline artistiche di un istituto palermitano ha ricevuto una querela che ha a che fare con la Shoah. Ecco in che modo.

Qualche mese fa avevamo speso parole di elogio nei confronti della città di Palermo, che lo scorso gennaio ha ospitato la prima edizione di un concorso riservato alle scuole del capoluogo siciliano, chiamate a ricordare le vittime della Shoah tramite opere scritte e disegni.

Diversi mesi dopo, però, uno di questi istituti è stato teatro di un episodio alquanto spiacevole che riguarda proprio il genocidio nazista. Un professore di discipline artistiche è stato infatti querelato dal preside della sua scuola con l’accusa di aver negato ai suoi alunni la veridicità dell’Olocausto.

E’ successo al liceo artistico “Eustachio Catalano”. Qui gli studenti sono rimasti letteralmente basiti sentendo il loro insegnante, tale Gino Giannetti, descrivere i campi di concentramento come fossero villaggi turistici (secondo lui vi erano delle piscine) e insultare lo scrittore Primo Levi, invitandoli per giunta ad iscriversi a Forza Nuova, un partito politico di carattere neofascista.

A far emergere la vicenda è stata una ragazza con la quale il docente aveva condiviso foto e video che tentavano di confutare l’effettiva esistenza della Shoah. La studentessa ha fornito il materiale al dirigente scolastico, il quale ha denunciato Giannetti alla polizia e all’Ufficio Scolastico Regionale.

Ora, non sappiamo quali fossero le reali intenzioni del professore. Quel che sappiamo è che anche solo trattare con superficialità un tema delicato come quello dello sterminio degli ebrei può essere molto pericoloso. Figuriamoci se si cerca di convincere qualcuno della sua presunta falsità a scopi propagandistici servendosi di fonti inattendibili e manipolatorie.

In ogni caso la Digos ha aperto un’inchiesta e qualora il negazionismo (che in Italia è reato già da un po’) dell’insegnante venisse provato siamo sicuri che verranno presi i giusti provvedimenti. Perché strumentalizzare tragedie come la Shoah è deplorevole; non ricordarle per colpa di qualche deficiente rischia di essere fatale.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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