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Compiti per le vacanze, i consigli per affrontarli al meglio

Compiti per le vacanze, i consigli per affrontarli al meglio

Compiti delle vacanze incubo estivo degli studenti. Ecco alcuni consigli per organizzare il lavoro al meglio senza arrivare con l'acqua alla gola. Pe

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Compiti delle vacanze incubo estivo degli studenti. Ecco alcuni consigli per organizzare il lavoro al meglio senza arrivare con l’acqua alla gola.

Per gli studenti l’estate non è solo sinonimo divertimento. I compiti per le vacanze (ma anche gli esami universitari di settembre) sono una spada di Damocle più o meno per tutti. Molti, scientemente, decidono di ignorare il problema. Altri ne sottovalutano l’entità. In ogni caso ritrovarsi agli ultimi giorni disponibili con una gigantesca mole di lavoro arretrato è condizione frequente per tanti ragazzi. I più diligenti sono una percentuale minoritaria. E quelli che riescono addirittura a finirli in breve tempo o sono creature mitologiche o mentono.

Per tentare di dare un aiuto a chi non vuole ritrovarsi con l’acqua alla gola a settembre, Skuola.net ha elencato alcuni facili consigli da seguire. Primo fra tutti quello di pensare alla salute. Appena finita la scuola (o fatto l’ultimo esame) chiudere tutto e riposarsi. La mente, come il resto dell’organismo ha bisogno di rilassarsi per ricaricare le energie.

Duo o tre settimane di pausa totale, senza nemmeno pensare di avvicinarsi ai libri sono salutari. A prescindere dalla quantità di lavoro da svolgere. Mare o montagna, viaggi o permanenza in città, quaderni, appunti, testi e dispense si lasciano nel cassetto. Dopo il meritato periodo di relax si ritireranno fuori. E a quel punto si ragiona su come organizzare il lavoro

Prima di tutto, suggerisce il sito dedicato agli studenti, quantificare le cose da fare. Magari suddividendo il tutto per argomenti, per materie o per capitoli. In questo modo si avrà un quadro più preciso della situazione e si riuscirà a frazionare la fatica più facilmente. Il passo successivo, conseguentemente, è stabilire “quanto fare” per ogni giorno. Meglio evitare di concentrarsi settimane intere su un unico argomento. La noia allunga incredibilmente i tempi di completamento. Alternare di volta in volta le materie è la soluzione più consigliata.

Nella divisione giornaliera dei compiti, non dimenticare mai di inserire altri periodi di svago. Week-end, giornate intere o solo qualche ora pomeridiana, dipende da quanto si deve fare. Ma è pur sempre estate.

Fissare una data entro cui terminare tutto è un modo per darsi un obiettivo preciso. L’asticella entro un certo limite dovrebbe spingere a fare di tutto per raggiungere il target. Sforare non è un problema, ma l’impegno profuso permetterà di non finire troppo a ridosso della ripresa delle lezioni. O del giorno dell’esame. Ci sarà così altro tempo per riposarsi oppure per ripassare.

Ultimo consiglio, ma non per importanza: rispettare il programma. Continui cambi e riformulazioni di quanto stabilito creano solo confusione. Procrastinare l’impegno non fa che renderlo più gravoso. Certo, a parole è facile. Farlo quando gli altri amici decidono di organizzare la festa in spiaggia è tutt’altra storia. Lì dipende dalla forza di volontà di ciascuno. Ma con una organizzazione ben strutturata è garantito che le “rinunce” allo svago saranno veramente poche.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

 

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