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Università Europee: l’Erasmus va in pensione ?!

Università Europee: l’Erasmus va in pensione ?!

Le nuove Università Europee sono/saranno centri di eccellenza: inclusione, qualità e ricerca le parole d'ordine di ciascuna di loro. C’era una volta

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Le nuove Università Europee sono/saranno centri di eccellenza: inclusione, qualità e ricerca le parole d’ordine di ciascuna di loro.

C’era una volta l’Erasmus. C’era una volta, c’è anche oggi per fortuna, ma sebbene abbia sempre un gusto fresco, di nuovo, è un progetto che l’Europa porta avanti da anni.

Esattamente dal 1987 (secondo Wikipedia), anno di fondazione dello “European Region Action Scheme for the Mobility of University Students”, il programma di “viaggi-studio” per studenti più famoso al mondo. 1987. Ben 32 anni. Vuol dire che il 99,999999% di coloro che oggi vi partecipano non solo non erano nati, ma neanche immaginati dai genitori.

Ecco perché la macchina Europea si è rimessa in moto, e vuole proporre un passo ulteriore. Un progetto che permetta l’evolversi delle Erasmus; senza cancellare il passato, semplicemente ampliando il futuro: la nascita di Università Europee.

Le Università Europee, cosa sono?

Parliamo di 17 super-atenei istituiti in tutta l’Europa, che permettano a studenti di qualsivoglia stato membro l’iscrizione, lo scambio di progetti, l’utilizzo di strutture in comune, di personale e molto altro. Insomma, 17 poli universitari dislocati in tutto il continente, fari della condivisione e dell’inclusione. Termine quanto mai osteggiato ultimamente in questo ed in altri paesi.

Questa iniziativa, un elemento chiave dello Spazio europeo dell’istruzione, sarà un vero punto di svolta per l’istruzione superiore in Europa, promuovendo l’eccellenza e l’inclusione”, ha dichiarato raggiante il commissario per l’istruzione dell’UE, l’ungherese Tibor Navracsics, nei giorni scorsi.

I super-poli-super-atenei-super-tutto “fungeranno da modello” per le altre Università, faranno da locomotiva potremmo dire.

E l’Italia?

Numerose le università nostrane che hanno aderito al programma con entusiasmo, al grido di “inclusione”: La Sapienza e Tor Vergata a Roma, l’Università di Bologna, le Università degli studi di Milano e Padova, la Bocconi, poi Trento, Cagliari e Palermo.

Per un futuro e un presente che siano europei.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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