Tempo di lettura: 2 Minuti

Identità di genere: 1 giovane su 40 si definisce transgender

Identità di genere: 1 giovane su 40 si definisce transgender

Secondo un recente studio compiuto dall'Università di Padova, un giovane su 40 si dice transgender. E voi sapete cos'è l'identità di genere? La socie

San Valentino dietro ad un banco
Via libera della Cassazione per la “stepchild adoption” di una bambina di Roma
San Valentino 2.0? No grazie

Secondo un recente studio compiuto dall’Università di Padova, un giovane su 40 si dice transgender. E voi sapete cos’è l’identità di genere?

La società fluida e l’identità di genere. Da quando Baumann è diventato famoso sul web, ovunque si è sentito parlare di “Società fluida”. Fluido l’amore, fluide le emozioni, i rapporti tra le persone, fluido il sesso, ciò che lo circonda.

Un mondo oscillante. E poi l’identità di genere. Che cos’è? qual è la differenza tra identità di genere e identità sessuale?

In questo caso la risposta è abbastanza semplice: l’identità di genere identifica il genere cui sentiamo di appartenere. Maschio o femmina. Identità sessuale identifica, invece, il genere da cui siamo attratti. E qui si apre un portone, poiché ad oggi come identità sessuali ne sono riconosciute a decine.

E i giovani italiani dove si collocano?

Secondo un recente studio compiuto dall’Università di Padova ben 1 su 40 ragazzi si definirebbe “gender-fluid”. Il questionario che ha determinato tali dati è stato somministrato a 5300 ragazzi delle superiori, maggiorenni (tra i 18 e i 21 anni), e residenti in Veneto, Puglia o Campania.

Celati dall’anonimato hanno risposto ciò che sentivano

Carlo Foresta, endocrinologo dell’Università di Padova, commenta così i risultati del test: “La nostra indagine lascia intravedere un sommerso enorme. Le differenze potrebbero essere legate alla specifica fascia d’età presa in considerazione. O al fatto che i giovani che abbiamo incontrato potevano contare su una rilevazione assolutamente anonima: la nostra indagine, insomma, è molto veritiera”.

Emergono dunque due verità da questo esperimento: il primo è che di fronte all’anonimato le persone si sentono in potere di esercitare la verità. Davanti agli amici, ai compagni, nessuno avrebbe mai risposto così sinceramente.
Il secondo, è che la sessualità sta inevitabilmente cambiando. Dopo centinaia di anni di buio, si inizia ad intravedere la luce.

Una luce fatta di diversità, semplicemente. Una luce fatta di libertà. Perché, in fondo, con chi si va e cosa si fa, è solo affar nostro. Che si sia etero, omosessuali o liquidi.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

 

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0