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Fotografia dei giovany alle Europee

Fotografia dei giovany alle Europee

Dopo 20 anni l’affluenza alle urne per le Europee ha registrato una flessione positiva, e tutto grazie ai giovany. Andiamo a vedere qualche dato e qua

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Dopo 20 anni l’affluenza alle urne per le Europee ha registrato una flessione positiva, e tutto grazie ai giovany. Andiamo a vedere qualche dato e qualche chicca.

Segnali incoraggianti dal sondaggio pubblicato dall’Europarlamento riguardante l’affluenza alle urne. Finalmente un’inversione di tendenza, che mancava dal 1979, sta riportando le percentuali di affluenza alle urne delle europee ai livelli degli anni ’90, ed è merito dei giovany. Sì avete capito bene, i ragazzi di tutta Europa si sono mobilitati in massa per le votazioni del 26 Maggio, anche in Italia.

Dati alla mano (che potete trovare nel sondaggio QUI) risulta chiaro che sono i ragazzi ad aver risvegliato questo spirito che potemmo definire di “partecipazione europeista”. Badate bene però che sono sempre gli over 55 a guidare la classifica dei votanti con il 54%. Al secondo posto la “mezza età” compresa tra i 40 e i 55 anni la cui percentuale si attesta al 52%, al terzo posto i “non più tanto giovani” di età compresa tra i 25 e i 39 anni con una percentuale di partecipazione del 47%. Chiude il fanalino di coda dei “ciovani” con il 42% di votanti.

L’anzianità sembra essere portatrice di saggezza, ma non meno del richiamo di una nuova generazione che si fa strada nel mondo. Dal 2014 il numero di giovani tra 18 e 24 anni che sono andati a votare è quasi raddoppiato. Flessioni in aumento che si sono registrate anche per le altre fasce d’età seppur in maniera graduale, la fascia 25-39 ha registrato un aumento del 12%, 40-55 del 7% e 55+ del 3%.

Interessanti sono le motivazioni che hanno spinto i giovani (e non solo) a votare in massa. Prima tra tutti la questione economica che rappresenta la principale preoccupazione per il futuro. Dopo la crescita economica troviamo la questione ambientale e la protezione dei diritti umani, civili e democratici, solo al quinto posto l’immigrazione.
I ragazzi, i più sensibili al cambiamento e all’importanza della storia di cui possono essere protagonisti, hanno dato un forte segnale alle altre generazioni e sembrano aver riconosciuto l’Europa come parte integrante della propria esistenza ed appartenenza nazionale.

Il fatto che poi i voti (forse) siano espressi senza riflettere troppo… è un’altra storia.

#FacceCaso

Di Alessandro Mameli

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