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Ferragosto, noi che famo? voi che fate?

Ferragosto, noi che famo? voi che fate?

La Redazione festeggia il Ferragosto qui è lì lungo lo "Stivale". E voi che fate? Amici, spiaggia, montagna, braciole, tressette? Sparsi qui e lì per

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La Redazione festeggia il Ferragosto qui è lì lungo lo “Stivale”. E voi che fate? Amici, spiaggia, montagna, braciole, tressette?

Sparsi qui e lì per il mondo, ecco cosa fa la redazione di FacceCaso a Ferragosto. E voi, che fate? Mangiate e poi andate al mare? Mangiate il mare? O scalate monti, fiumi, laghi e draghi?

Chiara

Come da tradizione a Ferragosto si sta con gli amici, no? A dire il vero per me questa è un po’ una novità perché di solito capita sempre che in questo periodo io sia in vacanza con i miei genitori. Ma insomma, tradizione o no, quest’anno Ferragosto si passa con gli amici! Evviva!
La proposta di quest’anno, che ho accolto subito con molto entusiasmo, è stata: picnic sul Piave!
E allora, con il tipico entusiasmo di quando si organizza qualcosa con gli amici di una vita, diamo il via ai preparativi… Pane, salumi, formaggi ma soprattutto birrette a volontà e si partee!
Buon Ferragosto a tutti dagli amici sulle rive del fiume Piave!

Gabriele

Ogni volta che mi chiedono come sarà il mio Ferragosto per un motivo o l’altro mi trovo sempre in difficoltà a rispondere. Personalmente l’ho sempre considerata una “festa” da trascorrere in famiglia e perciò molto probabilmente mentre starete leggendo questo articolo sarò in compagnia dei miei genitori e di mio fratello, intento ad allungare le mani su una squisita frittura di pesce o a cercare di fracicare mia madre, da sempre allergica ai gavettoni.

Un Ferragosto tradizionale dunque, sperando che qualche animatore non mi coinvolga in uno di quei banalissimi giochi aperitivo. Da Lido di Metaponto è tutto, Buon Ferragosto!

Giulio

Probabilmente Ferragosto si dovrebbe fare al mare. Sotto le stelle, accendere un bel falò con le riviste di gossip estivo e pregare gli dei pagani. Oh sì, questo sì che sarebbe un bel Ferragosto. All’insegna della tradizione panteista. Probabilmente Ferragosto si dovrebbe trascorrere in montagna. Scalando le cime più alte, le vette più aspre. Scoprendo sé stessi attraverso la fatica: quanto resisterò prima di stirare a terra? Quanti panini riuscirò a mangiare una volta arrivato su? Uno, sei, mille? E chi lo sa. L’importante è combattere e vincere la voglia di sedersi.
Probabilmente il modo peggiore è passarlo in città. A Roma magari. Fa un caldo che l’asfalto si squaglia e s’appiccica sotto i piedi; la puzza di monnezza che te lo dico a fa; e poi le strade vuote, non c’è nessuno… aspè oh. Non ce nessuno. Le strade vuote. Roma è mia… e chi m’ammazza.

Tommaso

Premessa: non amo molto il Ferragosto. Di fatto significa che mancano solo 16 giorni alla fine di agosto. Ma infondo ogni scusa è buona per festeggiare. Così la giornata al mare scorre veloce tra idee strampalate e organizzazioni improbabili per la sera. Alla fine, qualcuno sacrificherà il proprio giardino per una mega brace annaffiata da abbondanti dosi di alcool. Poi, i pochi che avranno ancora le forze, passeggeranno verso il centro del paese a vedere i fuochi d’artificio. E passata mezzanotte, i veri eroi, guidati dall’unico sobrio (probabilmente io), andranno a fare nottata in discoteca. Tranquilli però, l’anno prossimo organizziamo meglio.

Benedetta

Ferragosto in Abruzzo di solito vuol dire due cose: mare o montagna. Nel primo caso, pranzi di pesce, vino e giochi sulla spiaggia sono all’ordine del giorno. Nel secondo, invece, quelle lande desolate che tanti hanno paragonato al Tibet diventano cucine di cuochi di arrosticini, salsicce e tantissime cose poco leggere. Si è già capito che preferisco la seconda ed è quello che di solito faccio a Ferragosto da che ne ho memoria. Da qualche anno, però, si è aggiunto anche un Festival Rock in un borgo medievale molto carino, il Rock Your Head. Qualsiasi cosa, insomma, ma lontano dal mare.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi (e tutti insieme appassionatamente)

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