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Le proposte di PD e M5S per il nuovo Ministro dell’Istruzione

Le proposte di PD e M5S per il nuovo Ministro dell’Istruzione

Il governo che giurerà domani, 5 Settembre, vedrà il cambiamento di diversi ministri. Proposte da parte dei due schieramenti per il nuovo Ministro del

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Il governo che giurerà domani, 5 Settembre, vedrà il cambiamento di diversi ministri. Proposte da parte dei due schieramenti per il nuovo Ministro dell’Istruzione.

Sono ore concitate per il nostro paese. Domani alle ore 10, il “neo-ex-neo” Premier Giuseppe Conte presenterà al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la lista dei nuovi ministri.
Tra sorprese annunciate, probabile Di Maio ministro degli Esteri, e ballottaggi all’ultimo “sangue”, come quello tra Gianni Cuperlo (Pd) e Nicola Morra (M5S) per il posto di Ministro dell’Istruzione.

Le proposte del PD

Per ovvi motivi, proprio al il Ministero dell’Istruzione guarderemo con attenzione noi di FacceCaso, cercando di capire quale sarà il futuro per i nostri studenti. Cosa cambierà da domani?

Vogliamo, quindi, riportare le proposte dei due schieramenti per questo ministero, in modo che ognuno possa poi farsi un’idea su chi potrebbe rappresentare meglio Scuola e Università.

Le proposte del PD sono passate attraverso le dichiarazioni che Camilla Sgambato, insegnante e responsabile scuola del partito, ha rilasciato a orizzontescuola: “La nostra principale proposta riguarderà l’azzeramento dei costi dell’istruzione a tutte le famiglie italiane con redditi medio-bassi. Il costo del provvedimento è di 1,5 milairdi di euro. Un terzo di quanto previsto per il primo anni di applicazione di quota 100.

Asili nidi gratuiti, libri di testo a costo zero e azzeramento delle rette universitarie per chi non è in grado di pagarle. Inoltre, proponiamo di stanziare altre risorse per l’aumento degli stipendi fino a 2.150 euro netti l’anno. Ciò che serve è lavorare per sbloccarle, accelerando gli investimenti”.

Le proposte del M5S

Per le proposte del partito pentastellato, ci rifacciamo al decalogo presentato pochi giorni fa dal quasi-ex vice primo ministro Luigi Di Maio, che al punto 10 parla di “scuola come bene comune. Serve prima di ogni altra cosa una legge contro le classi pollaio e valorizzare la funzione dei docenti”.

A queste, sono seguite le dichiarazioni di Lorenzo Fioramonti: “Dobbiamo dare un orizzonte a scienziati e ricercatori che a 45 anni sono ancora supplenti e a quegli insegnanti precari da molti anni. Con i due miliardi indicati, però, non si risolverebbe il problema degli stipendi del personale scolastico, tra i più bassi dell’Unione europea”.

Queste le proposte avanzate dai due partiti, tramite i loro esponenti. Da domani, poi, sarà tutto più chiaro.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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