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Tassa sul junk food: la proposta del ministro per finanziare la scuola

Tassa sul junk food: la proposta del ministro per finanziare la scuola

Insediatosi da due giorni il nuovo capo del Miur ha già avanzato una proposta per trovare nuovi fondi per la scuola: tassare il "junk food". Il nuovo

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Insediatosi da due giorni il nuovo capo del Miur ha già avanzato una proposta per trovare nuovi fondi per la scuola: tassare il “junk food”.

Il nuovo governo è operativo. Discontinuità la parola d’ordine. E al Miur il neo ministro Lorenzo Fioramonti l’ha subito messa in pratica, presentando già un proposta per trovare fondi da destinare alla scuola: tassare merendine e bibite gasate, il cosiddetto junk food. Non è l’unica iniziativa intrapresa per introdurre delle novità, ma è certamente la più divisiva, visto il mare di polemiche sollevato in meno di 24h. “Pane e acqua, e la scuola torna a crescere“, è stata la replica sarcastica di Matteo Salvini. C’è paura che l’imposta possa gravare sulle famiglie, invece che sulle imprese produttrici.

Il titolare del ministero dell’istruzione appena insediatosi sembra però avere idee molto chiare. L’idea è indirizzare gli introiti agli interventi per la scuola, col duplice obiettivo di disincentivare il consumo di cibo spazzatura e migliorare il sistema scolastico.

Servono delle micro tasse di scopo – ha dichiarato Giovedì al Corriere della Sera – una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei. Sono attività o dannose per la salute, le prime due, o inquinanti. Con i soldi che lo Stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola. Abbiamo calcolato che solo da questi interventi si possono ricavare 2,5 miliardi“. L’approfondimento sui conti di un provvedimento simile, dunque, sembra essere già in atto, stando alle sue parole. “L’idea è: ho un sistema di alimentazione sbagliato? Metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani“.

Nel mondo

La proposta di Fioramonti, comunque, non è poi così originale. Nella legge di bilancio dell’anno passato l’onorevole Carla Ruocco aveva provato a inserire una norma simile. In America, Obama tentò di far passare una “tax on sugar“, simile a quella in vigore nel Regno Unito, per sostenere economicamente la riforma sanitaria. Dal 2015 è stata adottata in 20 paesi e 35 tra città e regioni di stati federali.

Rispetto a questi però, la direzione del nuovo inquilino del dicastero è indirizzata specificamente alla scuola. Non sarebbe quindi un generico reperimento di risorse per lo stato. Addirittura si parlato di impiegare parte del ricavato da tale balzello sul junk food per aumentare gli stipendi degli insegnanti. Su questo punto, però, non si registra ancora nulla di concreto, anche se le linea guida della nuova azione di governo, a quanto pare, sono abbastanza definite. Almeno a parole.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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