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Sedicenni al voto: che si fa?

Sedicenni al voto: che si fa?

Si riapre il dibattito per consentire ai sedicenni di votare. Ci sono altri paesi? E cosa vorrebbe dire questa riforma? Da qualche giorno sono compar

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Si riapre il dibattito per consentire ai sedicenni di votare. Ci sono altri paesi? E cosa vorrebbe dire questa riforma?

Da qualche giorno sono comparsi su tutti i social meme su meme o articoli su articoli che parlano della nuova issue della settimana, il diritto di voto per i sedicenni. Cosa vorrebbe dire abbassare l’elettorato attivo di due anni? Ed esistono altri paesi che danno questa possibilità?

Innanzitutto abbassare l’età di voto è un’idea che vaga in Italia già da qualche tempo, a riportarla nel dibattito politico è stato Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio e ora direttore dell’Istituto di Studi Politici a Parigi. La sua proposta ha aperto un dibattito che coinvolge tutte le forze politiche, da Mario Monti che lo definisce un contentino a Di Maio che si trova d’accordo.

Non è un’idea così nuova, sia in Italia, dove era stata proposta già dal MoVimento 5 stelle nel 2017 e dalla Lega ancora prima; sia in altri paesi Europei come l’Austria dove i sedicenni votano ormai dal 2007 e in Scozia dove hanno potuto partecipare al Referendum sull’indipendenza del 2014, alle elezioni generali ma non al Referendum sulla Brexit (mah).

Ma cosa vorrebbe dire? Secondo Di Maio dato che i sedicenni possono lavorare e pagare le tasse dovrebbero avere la facoltà di scegliere chi li rappresenta, secondo Sala potrebbe essere rischioso ma potrebbe anche essere un modo per riavvicinare i ragazzi alla politica.

Tutto questo vorrebbe dire circa un milione di giovani in più alle urne, che sul totale di 49 milioni vorrebbe dire almeno il 2%. In un epoca in cui più o meno gli stessi giovani sono scesi nelle piazze per manifestare contro il cambiamento climatico, una manovra del genere potrebbe davvero dare spazio ai loro pensieri e magari anche a politiche più adatte per gli under 35, o forse anche under 40.

Ovviamente, insieme all’entusiasmo giovanile dovrebbe essere presa in considerazione l’idea di una buona educazione civica e di una base teorica che possa dare ai sedicenni la consapevolezza necessaria per votare i proprio rappresentanti. Ma forse quello non dipende dall’età.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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