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Adolescenti italiani: qualità di vita alta, ma c’è qualche vizio di troppo

Adolescenti italiani: qualità di vita alta, ma c’è qualche vizio di troppo

I dati sulla salute dei giovani italiani parlano di una qualità di vita molto alta, ma c'è ancora qualcosa da migliorare tra alcool, fumo, e sedentari

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I dati sulla salute dei giovani italiani parlano di una qualità di vita molto alta, ma c’è ancora qualcosa da migliorare tra alcool, fumo, e sedentarietà.

L’adolescenza come noto, è l’età più critica nella formazione delle abitudini di una persona. Per capire come l’individuo si sviluppa nella società, periodicamente il Sistema di sorveglianza Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare (la Health behaviour in school-aged children Italia: “Hbsc”), conduce delle indagini specifiche. Dalla ricerca del 2018 è emersa una qualità di vita dei giovani italiani mediamente molto alta. Ci sono però delle criticità e qualche vizio di troppo.

L’obiettivo dell’Hbsc è indagare il rapporto tra teenagers e salute così da individuare le aree in cui condurre politiche e interventi mirati per l’elaborazione e la promozione di valori e stili di vita positivi. In generale è emersa, tra i giovanissimi soprattutto, una percezione distorta delle abitudini sbagliate.

Partendo dai rapporti in famiglia, tra compagni di scuola e professori, il dato positivo è che oltre il 70% dichiara di non aver grossi problemi ad aprirsi, a confrontarsi e a trovare supporto. Per contro c’è una sostanziale inconsapevolezza di quanto sia socialmente controproducente il fatto di portare avanti relazioni principalmente via social. In altre parole, la preferenza per le interazioni sociali online rispetto agli incontri faccia a faccia è molto frequente, ma non considerato affatto problematico. Invece i parametri degli analisti dicono che l’11,8% delle ragazze e il 7,8% dei ragazzi hanno sviluppato un uso compulsivo del web. Soprattutto le ragazze tra i 13 e i 14 anni (19 per cento) dichiarano di essere d’accordo o molto d’accordo nel preferire le interazioni online per parlare dei propri sentimenti.

Sotto il punto di vista delle abitudini sessuali tra i giovani italiani sembra ormai largamente diffusa il corretto uso della profilassi anticoncezionale e antivirale. È noto che l’età dei primi rapporti si è abbassata drasticamente negli ultimi anni. Contestualmente la percentuale di chi usa preservativi e pillole anticoncezionali ha ormai superato largamente quella dei “metodi naturali”.

Alcool, fumo e gioco d’azzardo

I dati che destano maggiore apprensione vengono dal consumo di alcool, dal fumo e dal gioco d’azzardo. In questo ambito entra in gioco anche il concetto di legalità, visto che tutte e tre le pratiche implicano una violazione diretta o indiretta della legge. Sul fumo si può comunque fare un importante distinguo all’interno dell’89% di quelli che dichiarano di aver fumato nell’ultimo anno. C’è chi ha provato solo una volta una sigaretta, chi ne fuma poche all’anno “solo per stare in gruppo” e chi, invece, consuma già in età scolare almeno un pacchetto al giorno. Nessuno sembra però aver chiaro cosa sia il tabagismo, la sindrome tossica conseguente all’uso eccessivo e prolungato del tabacco.

Più preoccupante, però, è che il 43 per cento dei maschi e il 37 per cento delle femmine 15enni ha dichiarato di aver praticato almeno una volta il cosiddetto bingedrinking. Il consumo di grandi quantità di bevande alcoliche in breve tempo. E tra gli 11 e i 16 anni almeno 4 studenti su 10 si sono avvicinati al gioco d’azzardo nell’ultimo anno. Anche qui è importante sottolineare la diversità tra chi (84%) ha giocato qualche volta una schedina sulle partite di calcio e chi, invece, è arrivato addirittura a rubare soldi (16%) per comprare i gratta e vinci.

Da questi numeri sembrerebbe diffuso il retro pensiero secondo cui un conto è “ogni tanto”, un altro conto è “esagerare”. Il desiderio di provare il vietato per sentirsi grandi, soprattutto in compagnia, è tipico dell’età in questione. E non solo tra gli italiani. C’è però da segnalare che proprio le percentuali sull’abuso sono in crescita rispetto a 5 anni fa.

Alimentazione e sedentarietà

Netti miglioramenti rispetto al passato sono riscontrati nelle abitudini alimentari. Sebbene il problema dell’obesità sia diffuso ovunque da nord a sud (16,6% sovrappeso, 3,2% obeso), con la crescita si prende sempre più coscienza del problema e delle sue conseguenze. Scende il consumo di bevande caloriche e piene di zuccheri e aumenta (ma è ancora troppo basso) quello di frutta e verdura. 1/3 degli intervistati dice di mangiarli settimanalmente.

Dove ancora c’è carenza è nelle ore dedicate all’attività fisica. Anche qui i dati migliorano, ma, sopratutto tra gli 11 e i 13 anni, la maggior parte dei ragazzini passa più di due ore al giorno davanti alla TV. Solo il 6,9% tra i 5 e i 17 anni svolge continuativamente, per almeno 60 minuti al giorno (come consiglia l’OMS) , attività motorie, sia ludiche, sia sportive.

Purtroppo in molte zone del paese, a giocare contro è anche la carenza di impianti e aree attrezzate. Ma anche solo muoversi a piedi o in bicicletta sarebbe un ottimo inizio.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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