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Caso Predappio, che non diventi un’arma politica

Caso Predappio, che non diventi un’arma politica

La vicenda relativa al Viaggio della Memoria di due studenti di Predappio sta facendo discutere ma speriamo non diventi terreno di scontro politico.

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La vicenda relativa al Viaggio della Memoria di due studenti di Predappio sta facendo discutere ma speriamo non diventi terreno di scontro politico.

“E’ un’iniziativa di parte”. Così il sindaco di Predappio (Forlì-Cesena) Roberto Canali ha bollato il “Treno della Memoria”, il progetto che dal 2015 permette a migliaia di giovani di visitare i luoghi d’Europa che sono stati segnati in maniera più o meno negativa dai fatti storici recenti.

Alla fine su quel treno saliranno anche i due studenti della cittadina romagnola ai quali il Comune ha negato i fondi per il viaggio-studio, sostenendo che, oltre ai campi di sterminio nazisti, itinerari di questo tipo dovrebbero toccare anche posti altrettanto dolorosi come le foibe e i gulag.

Naturalmente le parole del sindaco di Predappio sono state accolte in modo negativo da gran parte dell’opinione pubblica, che chiaramente non poteva non accorgersi che questa ferrea opposizione è arrivata proprio dalla cittadina che ha dato i natali a Benito Mussolini e che ogni 28 ottobre ospita persino le celebrazioni clandestine dell’anniversario della Marcia su Roma.

Un capriccio politico dunque, o almeno così sembrerebbe. Capriccio o no, comunque, di politico questa vicenda ha molto e lo dimostra il fatto che gli schieramenti politici più influenti del Paese non hanno perso l’occasione di sfruttare la storia per galvanizzare la propria immagine.

Come? Scatenando una vera e propria corsa alla donazione. Da una parte Emanuele Fiano, deputato del PD che nella serata di venerdì scorso ha condiviso su Twitter la ricevuta di un bonifico da 370€ destinato all’associazione che sovvenzionerà il viaggio degli studenti; dall’altra i grillini dell’Emilia-Romagna, che quasi contemporaneamente hanno annunciato che si faranno carico delle spese.

Insomma, in tutto questo il rischio è quello di perdere di vista il focus del problema. E il problema è che in un Paese nel quale è già necessario assegnare la scorta a Liliana Segre non possiamo correre il rischio di dimenticare. Tenere vivo il ricordo di quello che è successo deve essere un obbiettivo comune, un impegno epurato da qualunque influenza politica e da qualsiasi gioco di potere.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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