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Crema: ragazza sospesa per un commento su Facebook contro la scuola

Crema: ragazza sospesa per un commento su Facebook contro la scuola

Che tristezza a Crema: una studentessa sospesa per aver espresso pubblicamente un'opinione sui social. Esiste ancora la libertà di espressione o ci si

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Che tristezza a Crema: una studentessa sospesa per aver espresso pubblicamente un’opinione sui social. Esiste ancora la libertà di espressione o ci siamo persi qualcosa?

Il Preside dell’Istituto Monari di Crema, in provincia di Cremona, prima vieta lo svolgersi di un‘iniziativa contro la violenza sulle donne, e poi una studentessa è stata sospesa per essersi lamentata dell’accaduto. Una storia che non vorrei aver letto ma su cui è bene ragionare. Vi propongo la mia riflessione.

L’accaduto

Prima di ragionare su quanto sia triste questa notizia che riguarda la l’Istituto Monari di Crema, vi spiego brevemente cosa è successo. In pratica, i rappresentanti di istituto della scuola in occasione del 25 novembre – Giornata contro la violenza sulle donne – hanno organizzato un’iniziativa di sensibilizzazione. Il programma era quello di leggere all’interfono dell’istituto delle testimonianze di donne vittime di violenza; peccato che il Preside abbia deciso di impedire lo svolgersi dell’attività. Alla luce del divieto i giovani non si sono persi d’animo e hanno comunque deciso di stampare le testimonianze e lasciarle sopra i banchi in ogni classe, cosicché chiunque potesse leggerle. Inoltre, ogni classe era stata invitata a porre un fiocchetto rosso su ogni porta durante la giornata in segno di solidarietà. Il Preside ancora una volta non contento ha fatto rimuovere i fiocchetti.

Alla luce dei fatti una studentessa ha deciso di esprimere il suo disappunto sulla sua pagina Facebook, senza nominare né il nome dell’Istituto né quello del Preside. Il risultato? La ragazza è stata sospesa. Per fortuna la Sindaca della città di Crema, Stefania Bonaldi, ha deciso di intervenire in suo sostegno tramite un toccante post Facebook che potete leggere qui.

Un Preside maschilista?

Il primo punto che vorrei commentare riguarda proprio la scelta di vietare un’iniziativa di sensibilizzazione proposta dagli studenti. Intanto, sarebbe stato bello che l’iniziativa venisse dalla scuola stessa, e già il fatto che la scuola non abbia pensato a nulla da questo punto di vista è triste. Penso che le scuole prima di insegnare a fare le derivate e gli integrali a propri alunni e alunne dovrebbero cercare di trasmettere dei valori. Non solo, per fortuna gli alunni e le alunne nonostante la manca della scuola hanno provato a trovare una soluzione, e poi dicono che i giovani sono superficiali… e questa soluzione è stata negata. Non vedo nessun valido motivo per negare un’iniziativa di sensibilizzazione su un tema così importante come quello della violenza sulle donne. L’unica cosa che mi passa per la testa è un accentuato maschilismo da parte di chi ha preso la decisone.

Dov’è finita la libertà d’espressione?

Il secondo punto, ancora più grave del primo, è che una studentessa è stata sospesa semplicemente per aver espresso un’opinione. É nel diritto di ognuno di noi poter esprimere le proprie opinioni, non solo, ci è garantito dalla nostra stessa Costituzione. Non è normale aver paura delle cose che diciamo, delle nostre opinioni e dei nostri pensieri. Non può essere così e non deve essere così. Ma soprattutto un commento non può avere il potenziale di rovinare la carriera scolastica di una persona. Difendiamo la nostra libertà di espressione. 

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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