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Vacanze di Natale. Fine primo tempo per l’anno scolastico

Vacanze di Natale. Fine primo tempo per l’anno scolastico

Le vacanze di Natale sono un po' come l'intervallo di una partita. Il momento per ricaricare, per riordinare le idee o cambiare totalmente tattica. "

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Le vacanze di Natale sono un po’ come l’intervallo di una partita. Il momento per ricaricare, per riordinare le idee o cambiare totalmente tattica.

L’arbitro dice che può bastare così e manda tutti negli spogliatoi a prendere un tè caldo“. Frase familiare per chi segue il calcio. Veritiera fino a un certo punto, ma indicativa del senso stesso dell’intervallo. Ricaricare le pile. Riprendere forza. Necessario per non arrivare a corto di fiato nei momenti finali e decisivi. Che, a pensarci bene, vale un po’ per tutto nella vita. Scuola compresa. Dove il primo e il secondo tempo dell’anno didattico sono divisi dalle vacanze di Natale.

Venti giorni circa di stop molti studenti in realtà iniziano ad anelare già da metà novembre. Perché la pausa natalizia serve per raffreddare il cervello dopo le corse dell’ultimo mese a tentare di recuperare quel mezzo voto di insufficienza. O per inventarsi qualsiasi mossa proprio per evitare di prenderla. Infondo, anche incastrare assenze tattiche, scioperi, manifestazioni, assemblee, malattie e nonni morti, comunque richiede parecchio sforzo mentale e fisico.

Gestire o cambiare tattica

Eccolo quindi il duplice fischio dell’arbitro. Tra abbuffate, tombole e regali si allenta la tensione per poter riordinare le idee prima del rientro in campo. Da gennaio, servirà dare il tutto per tutto in classe per rimontare il risultato, gestire il possesso o aumentare il vantaggio. È importante non adagiarsi pensando che l’avversario sia già sconfitto. Farsi cogliere in contropiede è più facile di quanto si pensi. Ed eccolo là che il gran colpo dell’8 in latino o matematica si vanifica in un battito. Se poi, al contrario, lo squadrone dei prof è stato soverchiante nella prima metà del match a maggior ragione questa sosta servirà per cambiare tattica.

Se la pagella, tra 4-4-2 e 3-5-2, sembra davvero un modulo calcistico. Se i bigliettini e i suggerimenti esterni durante i compiti in classe non hanno fluidificato a dovere. Se difronte alla tattica del “tranquilli domani spiego”, si casca sistematicamente nella trappola del fuorigioco. Se, insomma, ci si torva a un passo dall’esonero (dalle vacanze estive) e la società (la SS Ma’&Pa’) minaccia ritiri punitivi, sono questi venti giorni che invece potrebbero salvare la stagione. Magari non si vincerà lo scudetto, ma una salvezza tranquilla, anche senza passare per gli spareggi a settembre, si potrebbe anche centrare.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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