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Ti porto in quell’angolo del Bangladesh dove muoiono le navi da tutto il mondo

Ti porto in quell’angolo del Bangladesh dove muoiono le navi da tutto il mondo

In pochi posti al mondo si smantellano le navi in come a Chittagong in Bangladesh. Un mondo da scoprire, difficile da credere se non si vede con i pro

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In pochi posti al mondo si smantellano le navi in come a Chittagong in Bangladesh. Un mondo da scoprire, difficile da credere se non si vede con i propri occhi.

Durante il mio viaggio in Bangladesh, che vi sto raccontando con i miei articoli, sono stata a vedere uno degli ultimi posti al mondo dove le navi di qualunque misura e genere vengono smantellate per riutilizzarne ogni singolo pezzettino. Vi sto parlando di 20 km, visibili anche da satellite, in cui un enorme cantiere di demolizione navale occupa la costa a nord di Chittagong.

Visuale da satellite

Il luogo in cui vanno a morire le navi

Immagino che da queste prime righe di racconto sarete un po’ confusi. Oggi vi voglio raccontare di ciò che succede a Chittagong dove ogni giorno circa 200mila operai lavorano come tante formichine per recuperare ogni singolo pezzo delle navi che approdano lì. Ogni anno sono circa 250 le navi che vengono smantellate A MANO. Di solito, rottamare una barca o una nave, nel mondo occidentale è facile. Ma in Bangladesh è diverso, basta trovare un escamotage per riuscire a spiaggiare l’imbarcazione a Chittagong. Ora vi racconto come sia possibile tutto questo.

Aggirare le regole con facilità

Secondo molte inchieste reperibili sul web i proprietari delle navi che vogliono sbarazzarsi dei loro giganti le vendono a dei commercianti di rottami che si occuperanno di far cambiare bandiera alla nave e di portarla proprio qui: a Chittagong. In generale lo smantellamento dovrebbe avvenire in modo diverso: per esempio le regole per lo smantellamento delle navi degli Stati europei segue la Convenzione di Hong Kong del 2009 del International Maritime Organization, organismo dell’ONU.

Questo regolamento va a definire dove le navi battenti bandiera di uno stato membro possono essere demolite. Inutile dirlo, il porto di Chittagong non è incluso nella lista. In teoria i cantieri di tutto il mondo possono essere inclusi a patto che rispettino delle norme di sicurezza. Ma a Chittagong, si sa, queste norme non vengono rispettate. Così, con qualche rapida ricerca si viene a conoscenza del numero notevole di lavoratori che ogni anno, ogni mese, ogni giorno perdono la vita per smantellare a mano, senza guanti né caschetti questi giganti. Gli operai, che guadagnano circa un dollaro al giorno per questo lavoro infame, sono a rischio ogni istante. Zero misure di sicurezza, zero protezioni, costante inalazione di esalazioni nocive provenienti dalle cisterne.

 

Cosa ho visto io

Ovviamente entrare in questi cantieri è strettamente proibito, soprattutto per noi stranieri. I proprietari hanno paura che noi possiamo vedere cose che non dovremmo e che di conseguenza “creare problemi”, come per esempio quelli che vengono costantemente sollevati dalle ONG che denunciano i soprusi che avvengono in questo ambiente. Quello che si può fare è una gita in barca (rigorosamente una vecchia scialuppa riciclata) lungo la costa, riuscendo ad avvicinarsi alle grandi imbarcazioni fino a vederne gli operai. L’immensità di questi giganti del mare è uno spettacolo grandioso: ci sono barche di ogni genere, dalle petroliere alle navi cargo ma anche qualche nave da crociera. I loro nomi sono stati cancellati dalle fiancate alla meno peggio per provare ad ingannare gli occhi indiscreti.

Anche in questo caso le foto sicuramente renderanno meglio delle mie parole.

 

I negozi

Lungo questi 20 km di cantiere, verso l’entroterra a bordo della strada principale pullulano i negozi di tutto ciò che è stato recuperato. Si può trovare qualsiasi cosa: dalle ancore agli oblò, sino alle cucine e le televisioni e gli orologi di bordo. Tra tutti questi un paio di negozi sono veramente interessanti: sono quelli che hanno raccolto gli oggetti appartenuti a qualche nave di inizio secolo scorso. Per esempio, ho potuto acquistare a un prezzo stracciato un cannocchiale della marina inglese del 1915. Non è incredibile?!

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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