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Egpr a 42 rifugiati by Università di Bari: un passaporto per poter studiare

Egpr a 42 rifugiati by Università di Bari: un passaporto per poter studiare

Avete mai sentito parlare dell'Egpr? Una sorta di passaporto che riconosce ai rifugiati titoli di studio per poter continuare a studiare in Italia. L

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Avete mai sentito parlare dell’Egpr? Una sorta di passaporto che riconosce ai rifugiati titoli di studio per poter continuare a studiare in Italia.

L’Università di Bari è sempre molto all’avanguardia dal punto di vista dell’inclusione e dell’integrazione. lo ha dimostrato anche con questa ultima iniziativa. Infatti, l’Università ha appena consegnato 42 Egpr, acronimo che sta per: European qualifications passport for refugees. In poche parole una documento che consente ai rifugiati qualificati di continuare a studiare anche in Italia. Andiamo a vedere come funziona!

Egpr – European qualifications passport for refugees

L’Egpr è un documento che viene ufficialmente rilasciato dal Consiglio d’Europa con il patrocinio del nostro Ministero dell’Istruzione, il Miur. I rifugiati che giungono nel nostro Paese arrivano senza nulla, per questo diventa molto complicato per loro continuare gli studi perché non possiedono documenti per dimostrare di aver intrapreso un determinato percorso di studi nel loro Paese di provenienza. L’Egpr è un meccanismo che consente loro di superare questo ostacolo e di poter continuare gli studi. Per ottenere questo passaporto per l’istruzione gli interessati devono sottoporsi a dei questionari con il fine di dimostrare le loro conoscenze e competenze. I questionari vengono poi valutati dal Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche (Cimea) insieme alla Rete delle università italiane per l’apprendimento permanente (Ruiap).

L’Università di Bari

L’Università di Bari durante una cerimonia ha consegnato ben 42 “passaporti” a rifugiati e rifugiate che hanno tra i 19 e i 43 anni. I vincitori e le vincitrici provengono da 15 diversi Paesi dell’Africa e del Medio Oriente.

Grazie a questa iniziativa l’Università di Bari si riconferma, ancora una volta, una delle università italiane più avanti sull’integrazione e l’inclusione.  Il Rettore, Stefano Bronzini, ha dichiarato: “Noi ci crediamo e vogliamo che l’Università di Bari sia una università nel mondo e per il mondo”.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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